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aratteristica unica della Maremma è la varietà del suo territorio: mare cristallino, lunghe spiagge o scogli impervi, monti ricoperti da fitti boschi, zone lacustri e pianeggianti, verdi colline coltivate a uliveti e vigneti, e zone termali naturali.
Siamo a fine settembre, in pieno periodo di vendemmia; un lento brulicare di persone tra i filari a raccogliere il delicato frutto di una stagione intera, sotto un sole ancora caldo e luminoso.
Questa volta
scelgo di andare a visitare la cantina prescelta in bicicletta e mentre corro tra le colline ondate di fragranze inebrianti mi arrivano direttamente al cuore.
Dopo una piacevolissima pedalata di 60 chilometri mi fermo in località San Lorenzo Alto, a Suvereto in provincia di Livorno, da Petra, dove Vino, architettura e natura si uniscono alla passione per il territorio e al desiderio di accogliere al meglio chi vuole scoprire Petra non solo come spazio di produzione, ma come luogo di ospitalità, cucina e cultura toscana.
Nel cuore della Val di Cornia,
tra le colline metallifere di Suvereto, Petra è esaltazione del paesaggio rurale. I vigneti, accarezzati dalla brezza marina, si affacciano al mare e guardano all’orizzonte l’isola d’Elba.
Una vocazione per il vino che affonda le radici nell’antichità, una storia fatta di donne e innovazioni: da Elisa Baciocchi Bonaparte a Francesca Moretti, figlia dell’attuale proprietario.
Qui l’uva una volta coltivata da etruschi e greci era quasi dimenticata. Ci sono voluti l’intuito, la pazienza ed il coraggio tipicamente femminili di Francesca per intessere tutte le storie di successo e far conoscere una grande famiglia di vini che attinge varietà e ricchezza da queste origini.
Petra unisce,
recupera e intraprende nuovi percorsi attraverso il vino e uno stile che ne racchiude il senso.
Nel 1808 Elisa Bonaparte Baciocchi, sorella di Napoleone, scelse questo luogo per stabile il primo nucleo di un progetto agricolo e vitivinicolo. Due secoli dopo, nel corso di un viaggio in macchina a Bordeaux con il padre Vittorio, Francesca si innamora della fertile Val di Cornia, dove nel 1997 acquista 60 ettari (sarà un caso che io abbia pedalato per 60 km?) a San Lorenzo.
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Pochi anni fa
nasce su progetto dell’architetto Mario Botta, la nuova cantina, quasi futuristica, ma splendidamente inserita nel contesto naturale che la circonda.
L’Azienda produce due linee di prodotti: Belvento e Petra.
La prima è la linea del mare, una gamma ispirata all’identità marittima di questa particolare zona della Toscana. Sono tutti vini di pronta beva, fruibili sin da subito, dotati di estrema piacevolezza e scorrevolezza, prodotti con uve provenienti da diversi vigneti dislocati nella zona. Troviamo sia i bianchi a base Vermentino, Viogner e Ansonica; rossi a base Sangiovese, Ciliegiolo e Cabernet Sauvignon ed un rosato a base Grenache. Nessun blend, solo vini monovitigno.
La linea Petra invece rappresenta il vero biglietto da visita dell’Azienda: i vini sono creati per avere una certa longevità nel tempo, e non tutti sono monovitigno.
In degustazione parto con Quercegobbe,
2016 Merlot 100%, un vero e proprio cru da cui provengono le uve con cui si produce questo vino. Il colore è rubino intenso, il naso è ricco, fatto di mirtilli, lamponi e prugne, per passare alle note di macchia mediterranea come il mirto, il rosmarino e la liquerizia. In bocca è avvolgente, morbido dotato di tannini non invadenti, ma ancora giovani, una vera e propria carezza per il palato. Ha ancora diversi anni davanti a sé e magari tra qualche anno con una nuova pedalata tornerò ad assaggiarlo.
Poi passo a Colle al Fico,
un Syrah 100% del 2016. Si tratta sempre di uve provenienti dai cru aziendali e si presenta con una veste rossa rubino ammaliante, un ventaglio aromatico voluttuoso e sfaccettato con note speziate di pepe nero, e poi di sottobosco. In bocca entra deciso con sfumature di vaniglia ed un tripudio di frutti di bosco. L’affinamento in barrique usate per almeno 18 mesi gli garantisce un futuro lungo e luminoso.
E per ultimo Potenti,
un 2016 di sole uve Cabernet Sauvignon, che crescono su una collina molto ben ventilata ed assolata, baciata dalle brezze marine che gli donano fragranze iodate e salmastre.
Il colore è un rosso rubino profondo e brillante; il bouquet olfattivo è appagante con toni di confettura di more e mirtilli, amarene e spezie, caffè e balsami. La bocca è possente, direi potente e da qui il nome, ma piacevole ed avvolgente.
Lunga vita a Potenti.
Società Agricola Petra
S. Lorenzo Alto, 131
Suvereto LI
+39 0565 845 180
petrawine.it






