Cantina Capellini
Cantina Capellini

Cantina Capellini

Tra cielo e mare nel cuore del Parco Nazionale delle Cinque Terre, patrimonio mondiale dell’UNESCO

Un racconto di @paolowine

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ome sospese tra cielo e mare, le vigne di Cantina Capellini si lasciano osservare dai camminatori lungo sentieri che si snodano sui ripidi pendii.

A mezza costa, i filari si sviluppano su terrazzamenti sostenuti da muretti a secco che, partendo dal blu intenso del mare, disegnano la montagna e si rincorrono fino all’azzurro del cielo.

È questo il quadro che il visitatore può ammirare arrivando nelle vigne delle Cinque Terre, nel tratto compreso tra Manarola e Corniglia.

Poco prima della vendemmia, un wine tour alla scoperta della Liguria del vino ha avuto inizio a Volastra, frazione del Comune di Riomaggiore situata a circa 300 metri sul livello del mare, affacciata sul mare e immersa nel Parco Nazionale delle Cinque Terre.

In una viuzza del centro abitato, insieme a Mirco Capellini, nuova generazione della cantina, e a sua moglie Laura, è iniziata la visita.

Per comprendere appieno questa realtà, il percorso è partito dal cuore della produzione: lo spazio dedicato alla vinificazione e alla maturazione dei vini.

Un ambiente piccolo e raccolto, dove ogni spazio è studiato con attenzione, una vera microcantina dal grande fascino.

Capellini è un’azienda a conduzione familiare che rappresenta pienamente il territorio, custodisce la tradizione e racconta uno stile produttivo tramandato da sette generazioni.

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Luciano, padre di Mirco, continua ancora oggi a operare seguendo gli insegnamenti ricevuti dal padre Oreste e dal bisnonno Bernardo, producendo il vino secondo un sapere consolidato nel tempo.

A supporto dell’attività agricola si sono affiancate le iniziative enoturistiche sviluppate da Laura e Mirco.

Dal centro del paese, luogo assolutamente consigliato per una sosta, ci si inoltra lungo i sentieri a picco sul mare.

Dopo pochi metri inizia un autentico percorso culturale che ripercorre duemila anni di storia del vino grazie al Museo del Vino di Cantina Capellini, progetto di valorizzazione ideato da Laura e Mirco.

Una camminata tra i pendii permette di conoscere gli antichi sistemi di allevamento della vite, le tecniche tradizionali e le varietà storiche, il tutto immersi in un paesaggio mozzafiato, sempre sospesi tra cielo e mare.

In questo tratto di Liguria le vigne sono vere e proprie opere d’arte. Senza l’uomo non esisterebbero.

I vignaioli, attraverso tecniche tramandate nel tempo, conoscenze profonde e una manutenzione costante, rendono possibile la viticoltura in un luogo dove nulla è semplice, preservando al tempo stesso il territorio e il suolo.

Il risultato è un connubio unico tra qualità dei vini e bellezza del paesaggio.

Ma c’è qualcosa di più: durante le conversazioni con chi il vino lo produce ogni giorno, molti aspetti diventano più chiari e trovano conferma nel bicchiere.

È comune definire quella delle Cinque Terre una viticoltura eroica.

Visitando questi luoghi è difficile non riflettere sull’arduo sistema di coltivazione della vite e sul coraggio di chi continua a lavorare questi terreni, coltivandone i frutti con dedizione e determinazione.

Per i liguri è normalità; agli occhi del visitatore è inevitabilmente motivo di stupore.

Le monorotaie a cremagliera rappresentano uno dei pochi aiuti su cui il vignaiolo delle Cinque Terre possa contare.

Sono frutto dell’ingegno umano e consentono di affrontare pendenze estreme facilitando il trasporto.

Tuttavia, gran parte del lavoro rimane manuale. Le innovazioni tecnologiche possono offrire un supporto, ma i grappoli in vigna continuano a essere osservati, selezionati e controllati direttamente dall’uomo.

Le varietà a bacca bianca sono quelle della tradizione: Bosco, Albarola e Vermentino.

I Capellini, attraverso il loro progetto storico e culturale, valorizzano soprattutto il vitigno simbolo delle Cinque Terre, il Bosco, presente in percentuale predominante nei loro vini bianchi.

Si tratta di una varietà speciale che già in vigneto dimostra una straordinaria capacità di adattamento al territorio. Albarola e Vermentino completano il quadro varietale, ma il protagonista assoluto rimane il Bosco.

Anche la componente a bacca nera è particolarmente interessante.

Un insieme di varietà che comprende Pollera Nera, Tettavacca e Vermentino Nero, a completamento del Sangiovese, Canaiolo e Merlot.

Dalla loro unione nasce un rosso autenticamente legato al mare e al territorio.

La cantina, le vigne e il museo trovano infine sintesi nella degustazione.

Agrivino rappresenta il progetto di accoglienza pensato dalla famiglia Capellini: il cuore pulsante dell’ospitalità si apre sotto una splendida pergola affacciata sul Mar Tirreno, offrendo la possibilità di vivere un’esperienza completamente immersa nei vigneti e di comprendere meglio il racconto che ogni calice porta con sé.

I vini esprimono con chiarezza il carattere dei loro vigneti.

Il Cinque Terre DOP bianco, ottenuto da uve Bosco, Albarola e Vermentino, colpisce per equilibrio, energia e profonda corrispondenza con il territorio.

Il rosso “Menestrun d’Ua” anticipa già nel nome la propria identità: un uvaggio composto dalle varietà a bacca nera aziendali vinificate con semplicità e rispetto della materia prima.

Ne nasce un vino saporito, immediato e profondamente legato a queste terre; non un semplice rosso, ma un autentico racconto del territorio.

L’attesa finale è tutta per il Cinque Terre Sciacchetrà DOP.

Un vino che va oltre la definizione di passito: un’essenza, quasi un’ambrosia, ottenuta prevalentemente da uve Bosco unite a piccole percentuali di Albarola e Vermentino.

Un lavoro che racchiude esperienza, tecnica e cultura contadina.

Entusiasmante è anche l’approccio sperimentale di Laura e Mirco, capace di unire recupero delle tradizioni ed energia contemporanea.

Dalla riscoperta di antiche pratiche nasce il “torchiato”, che dà vita al Vin de Gussa, letteralmente “vino di buccia”: un prodotto ottenuto dal recupero delle bucce dello Sciacchetrà dopo la pressatura.

Vinacce ancora ricche di carattere vengono sottoposte a una seconda torchiatura, dalla quale si estrae un’essenza preziosa che, unita alla pressatura della residua massa del Cinque Terre DOP, dà vita a un vino bianco raro e sorprendente, capace di evocare gli intensi profumi e le affascinanti sensazioni dello Sciacchetrà.

Ma c’è ancora molto altro da scoprire. Meglio non raccontare tutto: alcune storie meritano di essere vissute di persona.

Per questo, una visita in cantina è fortemente consigliata.

Il racconto è bello, ma lo è ancora di più quando trova conferma nell’assaggio.

@paolowine

Az. Agricola Luciano Capellini

Via Montello 240 B

19017 Volastra

Cinque Terre, Liguria

cantinacapellini.it

@cantinacapellini

 

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Volastra SP
+39 351 519 2522

 

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