Ktima Akrani
Ktima Akrani

Ktima Akrani

Il vino dell’amicizia che parla dell’isola di Kos

S

iamo a Miniera–Asfendiou, sulle pendici del monte Dikaios, nel cuore verde dell’isola di Kos.

Qui la famiglia Triantafyllopoulos ha creato una cantina che oggi conosciamo come Ktima Akrani: un progetto moderno, certificato e apertissimo all’enoturismo, che ha contribuito in modo decisivo al rilancio della vitivinicoltura locale.

La sede è appunto ad Asfendiou e l’approccio unisce tecnologia, rispetto della materia prima e una forte vocazione all’accoglienza.

Maria e Antonis arrivarono nel 1979 sull’isola e qualche anno dopo decisero di far rivivere la viticoltura, in parte scomparsa per lo sviluppo del turismo.

Nel 1996, coadiuvati dalprofessor Dimitris Stavrakas, iniziarono l’impianto di nuovi vigneti nei luoghi dove erano anticamente allocati, nella zona chiamata Miniera, che davano origine ai vini melantaton (rosso intenso) e levkoon (bianco) che erano esportati in tutto il Mediterraneo e nel mar Nero.

Il rebranding da “Triantafyllopoulos Vineyards” ad “Akrani” avvenuto nel 2020 è denso di significati.

“Akrani” significa “amico caro, compagno”, dalla voce dialettale greca “akranis” che sopravvive nei canti tradizionali e negli akritiká, i canti eroici delle isole e dell’Egeo orientale.

Se “Akrani” nasce dal serbatoio poetico dell’Egeo, l’idea di amicizia ha radici antichissime nella cultura greca: philia (φιλία) per Aristotele è una virtù relazionale che si esprime in tre forme – utilità, piacere e compiutezza (virtù) – quando due persone si vogliono il bene reciprocamente.

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È una chiave di lettura perfetta per capire la filosofia ospitale della cantina.

L’attenzione all’enoturista ha portato alla costruzione di percorsi di visita pensati per chi vuole capire il viaggio “dall’uva al bicchiere”: tour delle aree di vinificazione e affinamento, degustazioni guidate (anche con piccoli abbinamenti), terrazze affacciate su vigne e mare.

I vigneti, condotti in regime biologico, poggiano su suoli argillo-rocciosi molto ventilati, con affacci che ricordano quanto l’isola sia davvero “giardino dell’Egeo”.

Accanto agli impianti principali, Akrani ha creato un vigneto sperimentale che ospita oltre trenta rare varietà greche: uno strumento concreto per studiarne l’adattamento e leggere nei vini la firma di questa isola incantata.

Le uve coltivate sono rappresentate in vini che seguono le denominazioni PGI Kos e PGI Dodecanneso; sono state scelte varietà elleniche ed internazionali.

Tra i bianchi spiccano Assyrtiko e Malagousia; tra i rossi Syrah, Merlot e Cabernet; non mancano versioni “single-vineyard” dalla parcella Miniera e una produzione rosata molto apprezzata sull’isola.

L’approccio è pulito, contemporaneo, attento a preservare qualità e bevibilità.

Ecco alcuni dei vini degustati.

PGI Dodecanneso Akrani White 2024 tit. alcol 14,3% Athiri (le uve provengono dalla vicina Rodi) 50% e Assyrtiko 50%, prodotto in circa 22000 bottiglie.

Giallo paglierino intenso, con un corredo olfattivo molto ben delineato, floreale, agrumato ed erbaceo. Il sorso è piacevolmente bilanciato, con chiusura quasi salata e piccante.

PGI Kos Malagousia 2024 14% prodotto in 4650 esemplari. Il 30% affina in legno.

Naso ricco di note aromatiche di litchi, pera, pietra focaia. L’apporto del legno è poco invasivo e molto ben integrato.

Media persistenza con chiusura ammandorlata. Molto versatile per gli abbinamenti con il cibo.

PGI Kos Rosè 2024 Le uve vengono raccolte nel singolo Block -Miniera- ed è ottenuto da sauvignon blanc (60%) e cabernet sauvignon (40%), 14% tit. alc.

Di ottima fattura, si offre nel calice con un luminosissimo rosa oro ramato e si apprezzano sentori di piccoli frutti rossi, quali fragolina di bosco, ciliegia griotte, ed erbe di campo.

PGI Kos Grenache 2022 – da uve da parcella selezionata, tit. alcol.14,2 %.

Il vino affina un anno in barrique di rovere francese.

Rosso granato vellutato con un bagliore aranciato sul bordo.

Bouquet complesso e intenso che si articola su ricordi di prugna, stecca di vaniglia, incenso, tamarindo, ciliegia matura e in gelatina.

Avvolgente e caldo al palato, presenta un tannino levigato e un finale sapido.

Un’esperienza di degustazione che mi ha affascinato per le interpretazioni dei vitigni e per la qualità: i vini vengono venduti prevalentemente sull’isola ma la cantina organizza anche spedizioni in Europa.

Per curare la nostalgia dell’estate, della Grecia e di Kos….

 

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