“Bagnadore” dalla vigna al calice
“Bagnadore” dalla vigna al calice

“Bagnadore” dalla vigna al calice

un racconto di @paolowine

 

“Discovering Bagnadore”, in compagnia di Silvano Brescianini alla scoperta dell’unicità del Bagnadore, etichetta di Barone Pizzini che celebra un Franciacorta nella versione Riserva, lanciato verso l’eccellenza già dalla vigna.

Nelle vigne “Roccolo”, quelle del Bagnadore, si avverte una sensazione di perfezione degli elementi, il vicino bosco trasferisce ricchezza e biodiversità, e basta un soffio di aria fresca perché questi sentori raggiungano i tralci.

Camminando lungo i filari si percepisce un ordine naturale delle cose, dal suolo emergono materiali geologici dei vari strati, elementi che in profondità vengono raggiunti dalle radici del Pinot Nero e dello Chardonnay.

La lieve pendenza delle vigne è orientata verso il vicino lago, l’adiacente bosco le alimenta con i fattori forestali, le non lontane montagne fanno da scudo; il tutto si concentra in questa collina posta a 250 metri sul livello del mare, una creazione di giusta escursione termica con un clima favorevole per l’ideale maturazione delle uve.

Un luogo di speciale armonia che non richiede artefici e si spinge naturalmente oltre il biologico.

L’intuizione avviene naturalmente, Barone Pizzini è stata la prima cantina in Franciacorta ad adottare il regime biologico.

In cantina si apprende un senso di bellezza e attenzione ai particolari, nulla è casuale nel tempio del vino dal metodo più tecnico.

Gli spazi accolgono le uve sane per l’attento procedimento poi, a 16 metri sotto la cantina avviene il miracolo del tempo, una cattedrale di barrique per la maturazione dei vini base e spazi per l’affinamento delle bottiglie.

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Nel fresco e silenzioso luogo, Silvano racconta con grande generosità tutti gli aspetti tecnici, un puntuale e dettagliato elenco di fattori che determinano la qualità, seguendo tutti i processi e andando oltre il comune far bene, in questo luogo l’impegno è l’eccellenza.

In sala degustazione, la perfezione prende forma nei calici, per un attento esame dell’espressione massima di Barone Pizzini, un tavolo per scoprire il Bagnadore Riserva con una verticale delle annate più identificative dalla 2008 alla 2017 (anteprima sboccata in diretta).

Vini senza tempo con espressione di bollicine di dimensione e finezza di gran livello.

Non un esempio di sola produzione di CO2, il perlage in questo caso è supportato da una struttura del vino molto importante che permette un rilascio graduale e diffuso di ogni singola bollicina, una costruzione che la qualità e il tempo evidentemente supportano.

A ogni annata si aggiunge una maggiore complessità data dal tempo senza mai cancellare il ricordo di gioventù che regala sorsi di stupore.

In degustazione, per ogni singola annata sono stati sottolineati tutti i fattori tecnici ed è stato bello andarli a cercare durante l’assaggio.

Un metodo classico che espone le sue differenze di ogni singolo millesimo senza mai nascondersi, un’eccellenza confermata per ogni annata, il tempo non scalfisce ma si aggiunge, difficile dire quale sia la migliore, tutto è sempre coerentemente confermato, è gioco di sensazioni ed emozioni.

Evitando l’elenco delle note didattiche per ogni assaggio, lasciando il compito alle schede tecniche, è possibile spingersi alle sensazioni che portano alle emozioni; il quasi maggiorenne 2008 è ancora energico e vibrante, la 2009 sorprende con note uniche, la 2014 con un sorso veramente intrigante, la 2016 viene voglia di berne ancora e la 2017 proiettata nel futuro è già un gran godimento.

Il vino si racconta ma va assolutamente assaggiato, meglio se con competenze per non farsi sfuggire ogni singolo particolare, soprattutto quando si ha a che fare con i top di gamma.

La serata prosegue con la cucina “dalla terra al piatto” dell’alta “cucina agricola” dell’agriturismo Il Colmetto (Stella Verde Michelin), emozioni di piatti in abbinamento ad altre etichette Barone Pizzini, vini metodo classico che si confermano reggere piatti dalle poliedriche strutture, l’accattivante Golf 1927 da Chardonnay e Pinot Bianco, il deciso e sferzante Animante da Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Bianco ed Erbamat (Barone Pizzini è stata la prima ha introdurre l’Erbamat, varietà autoctona dalla grande espressione per produrre MC).

Proseguendo per un’annata di Bagnadore non presente durante la verticale, la 2015 che a tavola soddisfa tutti, si arriva al Bagnadore Rosè 2011, vino da Pinot Nero in purezza che viene prodotto solo in rarissime annate e, come il Bagnadore è la parte preziosa di Barone Pizzini e si avverte senza dubbi; bellissimo guardarlo dalla mescita all’esplosione nel calice per poi assaggiarlo e lasciarsi trasportare dalla cremosità alle sensazioni retrolfattive che ancora trattengono i frutti giovani ma che si lanciano attraverso le bollicine alla massima complessità.

I piatti assolutamente vincenti lasciano sognare con diffusione di sapore, la cucina è prevalentemente vegetariana, all’uso sapiente delle materie prime agricole e di tradizione si affiancano ingredienti più ricercati.

Si inizia con l’impalpabile spuma di burro di capra, ricetta che unisce l’energia del proprio caseificio alla cucina, il susseguirsi di particolarissime e ricettate verdure collega i piatti alla propria azienda agricola, una portata di carne avvicina a quella dell’allevamento e poi i dolci, coccole con ricercatezze fuori dal comune.

Come per i vini, è sempre difficile parlarne, è assolutamente consigliato assaggiare lasciandosi trasportare dalle emozioni.

Si riconosce alla Franciacorta qualità, le scelte di Barone Pizzini vanno oltre, emozionano.

@ paolowine pronto a ripetere l’esperienza.

 

Barone Pizzini

Via San Carlo 14, 25050

Provaglio d’Iseo (Bs)

www Barone Pizzini

@ barone_pizzini_1870

 

Il Colmetto

Via Finilnuovo, 9

25050 Rodengo Saiano (BS)

www Il Colmetto

@ ilcolmetto

 

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