Bolnisi PDO Wine Festival 2025
Bolnisi PDO Wine Festival 2025

Bolnisi PDO Wine Festival 2025

Un evento d’oro per comprendere i vini, la cultura, la religiosità, i suoni e le parole della Georgia.

Le impressioni di @paolowine

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Bolnisi, città nella regione di Kvemo Kartli a sud-est della Georgia, il 31 maggio 2025 si è tenuto il Bolnisi PDO Wine Festival, evento per celebrare le PDO (marchio simile alle nostre DOC).

Nello storico quartiere tedesco della città, a fare da scenografia alla manifestazione, le tipiche case costruite dai colonizzatori tedeschi di origine sveva arrivati in Georgia nel 1818.

“Bolnisi, la città del vino d’oro” è lo slogan dell’evento e riporta chiaramente al metallo prezioso presente nel suolo di questo territorio.

Il festival è iniziato con il sole splendente a illuminare la città, le facciate degli edifici della vecchia Katharinenfeld (antico nome di Bolnisi) e lungo la via principale dell’evento, tutto si rifletteva nei calici delle 60 aziende vinicole provenienti da tutta la Georgia, una luce speciale negli occhi dei giovani produttori, aziende a conduzione familiare e, oltre alle piccole e medie imprese, anche i grandi produttori.

Il tutto accompagnato da eventi ed iniziative artistico/musicali.

Una musica appassionante dalle radici lontane, spesso polifonica, che mette in risalto la lingua georgiana, ritenuta lingua madre poiché priva di legami con altre famiglie linguistiche.

Nel paese del vino più antico al mondo (i resti ritrovati confermano la presenza del vino di circa 8000 anni fa), la storia, le tradizioni e la religiosità si mostrano nei calici con raffinate espressioni.

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La Georgia del vino è fatta di unicità, non replicabile altrove, i vitigni millenari hanno radici profonde nei territori georgiani e unitamente alle tecniche di produzione rappresentano l’esclusività.

Le Qvevri (giare di terracotta) interrate, sono l’elemento di tradizione che si tramanda di famiglia in famiglia con tecniche, sacralità dei procedimenti e varietà uniche di uve, molteplici fattori in un insieme che nel 2013 ha ottenuto il riconoscimento come Patrimonio culturale immateriale UNESCO.

Alla mescita dei vini tutto è chiaro, profondamente riconoscibile, la tradizione è ben marcata dall’intensità alla persistenza di ciascun vino.

Meravigliosi contenitori di argilla, macerazioni, vitigni, vini dalle molte espressioni che emozionano ad ogni assaggio.

Alla tradizione delle Qvevri millenaria si alternano altre tipologie di vini, presenti all’evento molteplici stili dai colori bianchi, rosa, rossi e tante sfumature di ambra.

Interessanti gli spumanti ottenuti da vini base maturati in Qvevri, così come i vini senza l’uso della terracotta, alcune espressioni senza materiali evidenziano con gran stile le particolarità dei rari vitigni utilizzati, alcuni con passaggi in materiali di legno con evidente matrice più europea, così come quelli dalle origini di stile tedesco arrivate dai coloni a Bolnisi.

Durante l’evento, mentre l’emozionante tradizione dei vini, del suono della lingua “kartuli ena”, dei canti tradizionali e la bellezza dei luoghi, l’assaggio dei vini ha evidenziato i territori, i vitigni e lo stile di ogni singola cantina con orgoglio raccontata dai produttori.

All’evento presenti tanti appassionati, acquirenti, wine influencer, wine blogger, giornalisti, parecchi specialisti del vino e sommelier, tra cui una ricca delegazione italiana.

Bolnisi Wine Festival è un contesto utile per valutare attentamente i fattori tecnici del vino, in parallelo presso la Casa del Vino Georgiano-Tedesco è stato organizzato un importante concorso enologico e durante il festival sono stati annunciati i vincitori del contest.

La giuria ha valutato con una degustazione alla cieca 138 campioni di vino provenienti da 20 PDO.

26 cantine hanno ricevuto la medaglia di bronzo, 14 quella d’argento e 19 quella d’oro.

Sei vincitori dell’oro provenivano da cantine del territorio di Bolnisi e membri dell’Associazione dei viticoltori “Wine Bolnisi”.

Le cantine di Bolnisi si sono aggiudicate in totale 6 medaglie d’oro, 6 d’argento e 9 di bronzo.

Assaggiando i vini vincitori dei premi e non, alcuni oltre ai riconoscimenti si sono aggiudicati dagli assaggiatori più appassionati anche uno speciale valore dell’emozione, un suffisso virtuale che tenendo comunque conto della qualità tecnica di eccellenza, non da punteggi, non scrive valori didattici ma si esprime con cuori, quelli di un fattore emozionale aggiuntivo che si esprime nel particolare momento dell’assaggio.

Proprio come “I Vini del Cuore”, una raccolta di emozioni legate al vino, con autori che descrivono con passione le loro esperienze, guida vini che da due edizioni è aperta anche a vini dall’estero e quest’anno per la prima volta conterrà anche una rubrica con i vini georgiani.

Prossimamente in stampa l’edizione 2025.

Le immagini amatoriali dei momenti dal vivo del Bolnisi PDO Wine Festival sono in pubblicazione sui social network, così come anche quelle degli altri momenti del wine tour organizzato per gli italiani, ricco di vini, vigneti, cantine e tanti elementi turistici per far conoscere la cultura georgiana, necessaria per la comprensione del vino ma anche dei cibi che da tradizioni ad esso si abbinano.

Un brindisi speciale, tutto in georgiano “gaumarjos”.

@paolowine

winelover, instagrammer, wine blogger, sommelier

 

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