Le impressioni di @paolowine
Il Metodo Classico da Ribona di Podere Sabbioni è vino che fa parlare di sé.
L
a Ribona metodo classico di Podere Sabbioni non è il solito vino omologato del mondo delle bollicine, in esso oltre agli aspetti legati alla spumantizzazione, viene confermato in degustazione lo stretto legame con il vitigno, con la vigna e lo stile appare come un perfezionamento, predominante solo per l’esplosione di bolle; milioni di bollicine nel calice fanno salire i profumi legati alla Ribona e si uniscono a quelli della tecnica, all’assaggio le durezze esprimono una freschezza vibrante ma non tagliente con sensazioni di equilibrio date da una piacevole cremosità al palato, uno zero dosaggio che valorizza gli elementi più naturali e senza troppa costruzione per un calice che si ricorda a lungo e.. fa parlare di sé.
Dopo aver assaggiato l’appassionante metodo classico da Ribona di Podere Sabbioni con il millesimo 2019, è arrivato il momento di verificare le annate in divenire per seguirne l’andamento.
Mi ritrovo così, in viaggio con la mia amica Olga Sofia Schiaffino; all’arrivo in cantina riceviamo un’accoglienza affabile da Maria Grazia, Massimo, Laura e insieme a un ristretto numero di persone, assaggiamo le tre ultime annate ancora in riposo.
Un esame per contare tutte le bollicine e, guardando le sfumature di colore, sentendo tutte le note olfattive, assaggiando le sensazioni, è emersa dalla disamina la conferma dello straordinario collegamento che riporta tutti i calici sempre al vitigno e trasversalmente li riconduce alla vigna.
Le bottiglie poste in punta, pronte da sboccare al volo, sono arrivate una dopo l’altra nei calici in progressione dalla 2021 alla 2023.
Per l’attento esame e per avere un riferimento di base, mi sono proiettato al confronto con la 2019, bottiglia che ho recentemente degustato e che ancora ricordo bene per la sua chiara espressione.
La 2021 arriva nel calice con la giusta spuma e si esprime con un naso di maggiore complessità rispetto ai miei ricordi, in effetti dai racconti di Massimo apprendo che il vino base ha avuto più riposo prima dell’imbottigliamento per la rifermentazione, all’assaggio ricorda molto il finale tipico del vitigno, è corrispondente e di grande impatto.
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La 2022 mi colpisce già da quando fuoriesce dal collo della bottiglia, è arrivata al tavolo della degustazione con la spuma ancora in punta, ha riempito il calice di effervescenza compatta, leggerezza che lentamente si è abbassata nel bicchiere e con calma ha mostrato il suo colore, pian piano sono emerse le sfumature, tonalità più moderata rispetto all’annata precedente.
Il dettagliato racconto parla di un vino base con meno tempo di evoluzione rispetto alla 2021, forse è la giusta dose, è più moderato al naso ed esplode all’assaggio con infinite sensazioni di eleganza, una freschezza maggiore vibra e, unitamente all’avvolgenza, crea un finale moderato ma continuo e lungo, un vino che si fa decisamente notare.
La 2023 conferma la sua giovinezza e si esprime molto bene, nonostante sia figlia di una difficile annata, di quella vendemmia forse porta solo la parte più buona, di questo millesimo arriva una maggiore concentrazione di sensazioni, probabilmente i meno grappoli in vigna sono giunti più ricchi, una densità che male non ha fatto; si mostra con una bella effervescenza, pieno di sensazioni sia al naso che all’assaggio e si conclude con una percezione al palato molto interessante, merita essere verificata ancora, potrebbe essere un metodo classico buono subito.
In cantina, in attesa della nuova annata in bottiglia, una vasca di cemento mostra un colmo di massa in fermento, è l’embrione della 2025, separati gli odori fermentativi, mi sembra di riconoscere quel carattere. Dalle radici di Ribona, ogni passaggio è coerente nelle sensazioni, un valore ben chiaro.
OLTRE LE BOLLE
-Ribona per un vino di famiglia-
La valorizzazione di questo vitigno però, inizia in Podere Sabbioni prima del metodo classico, Ribona, nome territoriale del Maceratino, vitigno autoctono del territorio di Macerata, è una missione per questa cantina.
In vigna ci sono anche bacche nere e altre bianche, uve che alimentano etichette molto interessanti ma la luce massima è tutta orientata verso la Ribona.
Un autoctono che ben conosce il suo territorio, gli elementi sono l’acqua del vicino fiume, la fresca aria che soffia sui grappoli in un clima di biodiversità tutt’attorno con una miscellanea di natura e bellezza.
Le vigne sono vicine alla Riserva Naturale dell’Abbadia di Fiastra, qui il biologico va anche oltre le vigne.
I terreni sono di natura calcarea, una sabbia con poco scheletro alimenta le radici delle uve di Podere Sabbioni.
Vignaioli di spessore, accompagnano i grappoli in cantina e da lì nasce la magia dei loro calici.
Senza dubbio il top di gamma della cantina è il Ribona della Famiglia, Colli Maceratesi DOC, un vino dal procedimento sapiente che unisce tecniche di vinificazione contemporanee a elementi di tradizione per un risultato che ricorda molto il territorio e trattiene le sensazioni ben definite del vitigno.
Consigliabile assaggiare i vini di Podere Sabbioni in progressione seguendo la tipologia e gradazione ma anche invertire il tutto, può essere divertente assaggiare prima i vini fermi per verificare la corrispondenza del Metodo Classico.
“SUR LE FLEUVE”
-Bottiglie sui lieviti dove passa il fiume-
Questa cantina di famiglia, virtuosa della sostenibilità e del rispetto della natura, si sviluppa all’interno del mulino dei primi ‘900, una diramazione del vicino fiume conduce le acque in un tunnel proprio sotto la struttura, canale che serve ad alimentare le turbine del mulino e a produrre energia.
Negli spazi adiacenti, un’apertura conduce al corso d’acqua e da quel tunnel arriva una temperatura naturalmente bilanciata e integrata dalla giusta umidità, elementi portanti del processo di questo metodo classico, nelle stanze riposano le bottiglie durante la presa di spuma e affinamento di questo nuovo progetto con i riflettori puntati all’estrema raffinatezza.
Podere Sabbioni
Contrada Volteja n. 3
62014 Corridonia (MC)
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