“A unique Champagne”
Non sempre mettere insieme due fuoriclasse nel rispettivo ambito è garanzia di successo.
Lo ammetto: la curiosità di capire cosa fosse uscito dalla collaborazione tra Louis Roederer, maison tra le più antiche di Francia, e Philippe Starck, il grande architetto e designer francese (a dispetto del nome), alla fine ha prevalso e mi ha spinto all’acquisto.
Ora, so bene che alla fine un vino si beve e che Monsieur Starck non avrà certo preso parte alla creazione della cuvée di base (75% Pinot Noir e Pinot Meunier e 25% Chardonnay), all’aggiunta della liqueur de dosage (zéro), all’evoluzione sui lieviti (5 anni), ecc., però se ha deciso di legare il suo nome a questo prodotto un motivo ci sarà pure!
Mi sono documentata un po’ sulla storia della Maison, che affonda le sue radici alla fine del ‘700 e che è rimasta sempre in mano alla famiglia Roederer, crescendo negli anni, o forse sarebbe meglio dire nei secoli e legando il suo nome a vini leggendari come il Cristal, lo champagne degli Zar, creato nel 1876 e diventato mito, prodotto solo nelle annate migliori.
Come questo Brut Nature,
definito “A unique Champagne”, prodotto per la prima volta nel millesimo 2006, da uve selezionate nella zona di Cumières (Vallée de La Marne), su terreni argillosi che regalano nel bicchiere sensazioni davvero uniche.
La seconda annata è stata il 2009: calda e continentale, ha permesso una perfetta maturazione delle uve e un corredo aromatico di grande varietà e di incredibile eleganza.
Così dice il sito ufficiale… cosa dice il bicchiere?
Il bicchiere parla di un colore giallo paglierino luminosissimo e caldo, visto anche il passaggio in legno di una parte dei vini base e di un susseguirsi di catenelle di bollicine quasi interminabile.
E se già la vista fa sperare bene, è al naso che arriva la vera soddisfazione: crosta di pane sì, ma “rinfrescata” da frutta gialla (pesca e susina su tutte), una nota di frutta tostata, ma ravvivata da uno spunto agrumato stuzzicante e piacevolmente pungente.
L’assaggio conferma tutta la sua equilibrata complessità: acidità tagliente, poi addomesticata da una cremosità avvolgente, non abituale per i pas dosé che personalmente adoro e che mi fa quasi dubitare di aver letto male l’etichetta…
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No, ho letto bene,
perché nel finale prevale una sapidità fumé, quasi “amarognola”, che pulisce perfettamente e invita al bicchiere successivo.
Nell’abbinamento siamo un po’ “anarchici”, perché agli eletti (pesce crudo, primi piatti con molluschi e/o crostacei), preferiamo un’autoctona cima alla genovese con salse: aromatica, sapida e grassa, si lascia accompagnare con notevole piacevolezza.
Purtroppo siamo in due e, bicchiere dopo bicchiere, la bottiglia si svuota in poco più di un’ora, mentre discutiamo sul fatto che questo champagne esprima in tutta la sua elegantissima potenza quando la temperatura si alza leggermente, che forse lo abbiamo servito un po’ troppo freddo, eh però guarda che belle bollicine, non finiscono mai…ops guarda, è finita la bottiglia!
La bottiglia,
si sa, è il giudice supremo: se si vede il fondo, significa che il vino era buono.
Questo lo è, decisamente e anche se l’effetto “suggestione” forse un po’ incide sul prezzo, l’idea di aver bevuto una delle 90.000 bottiglie di “A unique champagne”, avvolto in un’etichetta iconica, ci lascia decisamente soddisfatti.
Champagne Louis Roederer
21 Boulevard Lundy
Reims F
+33 (0)3 26 40 42 11
louis-roederer.com




