Un anno in dodici vini · Parte seconda
Un anno in dodici vini · Parte seconda

Un anno in dodici vini · Parte seconda

LUGLIO 2025

Amici a cena, sul terrazzo di casa vista mare e Portofino… che si beve?

Solitamente i miei ospiti si occupano del cibo mentre io mi riservo la scelta del vino.

È una serata calda ma tersa, si ode ancora il frinire delle cicale e sulla tavola arrivano le trofie con il loro profumo di pesto.

Un attimo dopo mi presento con la mia scelta, perfettamente servita a temperatura: Colli di Luni Vermentino Superiore Doc Vigna del Generale dell’azienda Linero.

La storia di questa bottiglia ha sempre suscitato in me emozione e infinito rispetto: le uve provengono dalla vigna del Generale Tognoni, medaglia d’Oro al Valor Militare della Prima Guerra Mondiale e grande amico di Luigi Veronelli.

Dobbiamo ringraziare Catia Cesare e suo marito Andrea Valsega che nel 2004 decisero di acquistare questo appezzamento proprio sotto il paese di Castelnuovo Magra e di dar vita all’azienda agricola Linero.

Il vino è l’espressione del carattere mediterraneo del vermentino, che in Liguria riesce a esprimere anche la sua anima più autentica: sale e sole, mare e vento, dalle colline che digradano verso il mare, in terreni magri circondati da macchia boschiva.

Al naso è una esplosine di agrumi, frutta a polpa gialla e erbe aromatiche.

Acidità e sapidità si rincorrono nel sorso, che sempre non finire mai, continuando a darti sensazioni uniche.

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Il sole sta ripiegando a ovest e la luce di taglio accarezza i pampini …

Gli ospiti sono rimasti molto colpiti, dal racconto e dall’esperienza: questo calice ha fissato il ricordo di una produzione ligure di eccellenza in ognuno di loro.

 

 

AGOSTO 2025

Sempre insieme a Paolo Bellocchi, compagno di molte avventure enoiche e di scouting per l’evento collegato alla guida I Vini del Cuore, accogliamo con gioia l’invito di Massimo, Maria Grazia e Laura di Podere Sabbioni e ci catapultiamo nelle Marche a un evento davvero unico: Rocville a Castefidardo.

Organizzato dal circolo di San Rocchetto è una manifestazione che si tiene in un’area villaggio con musica, dj set, street food che ha lo scopo di promuovere l’inclusione sociale e sostenere le associazioni di volontariato presenti sul territorio. I nostri amici sono tra gli sponsor.

Podere Sabbioni è una realtà gioiello per sostenibilità, rilevanza per il territorio ed autenticità, a conduzione familiare e che ha sede a Corridonia, in provincia di Macerata.

Quando ascolto i loro progetti, la determinazione, l’intelligenza e la passione che mettono in tutto quello che fanno, mi commuovo profondamente e penso che esista davvero “un altro modo” di vivere e di essere in equilibrio con ciò che ci circonda.

Poi il loro vino è davvero buono.

Hanno recuperato un vitigno quasi scomparso, la ribona o maceratino e lo vinificano in acciaio e anche in anfora (ndr: Ribona della Famiglia).

L’ultima scommessa è stata la spumantizzazione della ribona e in cantina assaggiamo diverse annate di Marche Bianco Spumante Metodo Classico pas dosè Ribona.

Ci confrontiamo, parliamo delel nostre sensazioni delle differenze tra una annata e l’altra: ogni bottiglia è un mondo a parte e parla diritto al cuore.

Freschezza, finezza delle bollicine, profumi delicati che rispettano l’identità del vitigno non soverchiati da quelli secondaria alla rifermentazione lo rendono qualcosa di veramente unico e spettacolare.

L’unico difetto è… che le bottiglie prodotte sono ancora poche e bisogna cercare di aggiudicarsele al più presto.

 

 

SETTEMBRE 2025

Il mese del rientro a scuola, della fine dell’estate, della prima serie di buoni propositi (palestra, dieta, vado a letto presto etc..) e di riprendere a regimi sostenuti il lavoro.

Capitano quelle giornate” no”, siete d’accordo?

Credo un po’ a tutti. E mentre il sole volge all’orizzonte e si prepara la sera, hai un disperato bisogno di concederti una coccola, un po’ di relax, un momento di celeste solitudine in cui lasciar vagare la mente a briglia sciolte.

Ho il mio rifugio segreto, il mio posto preferito per questo genere di attività, dove mi sento a casa, e dove posso scegliere di bere e mangiare qualcosa di buono.

Mi dirigo allora a Casa Gotuzzo, in piazza dei Pescatori a Chiavari dove, oltre a un panorama mozzafiato che regala epici tramonti, trovo Marco Negrello, Nanni e lo staff che sanno preparare cocktails meravigliosi e finger foods per accompagnare il tutto.

Il mio preferito è il Vesper Martini, un po’ perché sono a volte snob (solo a volte!), un po’ perché adoro i film con 007… Marco lo prepara veramente da urlo.

Altre volte invece mi affido a lui, mi faccio consigliare una delle sue creazioni e non vengo mai delusa.

Dovrebbero essere così molti altri luoghi e molte altre persone, porti sicuri e affidabili.

Ma al momento non ci voglio pensare ancora, mi godo il mio drink mentre gli ultimi raggi del sole settembrino mi accarezzano le guance.

 

 

OTTOBRE 2025

Questo è il mese in cui si tirano le somme del lavoro di un anno in vigna: chi ha già vendemmiato lavora in cantina, che deve ultimare calcola i tempi con precisione certosina dati gli imprevisti che il tempo può riservare.

È il periodo in cui Haris Papandreou è in fermento per gli ultimi preparativi del Greek Wine Day, il più grande evento sul vino greco in Italia, di cui è l’ideatore.

Ho la fortuna di essere sua amica e nel mio piccolo, di provare a dare una mano perché il lavoro è tanto e non si è mai abbastanza.

L’evento si svolge solitamente il primo novembre a Firenze e sono presenti numerose aziende vitivinicole greche.

Per l’edizione 2025 sono previste più di 42 cantine e oltre 250 vini in degustazione.

Il mese è…lungo e la nostalgia della Grecia, assieme al desiderio di rivedere volti conosciuti e di poter provare a parlare greco con loro, aumenta di giorno in giorno.

Così una sera guardo cosa mi è rimasto delle mie scorte di vino greco e mi dirigo verso una bottiglia molto particolare della Cantina Hatzidakis di Santorini: Aidani 2019

Versare il liquido nel calice ed essere teletrasportati nel blu immenso dell’isola è una questione di secondi: eccomi a Pirgos, in cantina con Stella, Kostantina, Arianna e Antonio Hatzidakis, un luogo che riesce sempre a emozionarmi e che è sempre una tappa fissa quando ritorno.

I profumi delicati ma precisi ricordano il gelsomino, la camomilla, gli agrumi e i frutti esotici.

In bocca si apprezza il timbro del suolo vulcanico e nella mente si rincorrono con in un album fotografico le pagine di memorie, paesaggi e incontri.

Sulla bottiglia, un’etichetta che è stata disegnata da Stella quando aveva tre anni e mezza ed esprime la gioia, l’immediatezza e la freschezza di questa vinificazione dell’uva aidani, che fermenta grazie ai lieviti indigeni in acciaio.

“Che bello -penso- rivedrò anche la famiglia Hatzidakis tra poco tempo!” ma intanto sono già un poco qui, con me, con questa bellissima espressione di Santorini, e alzo il calice alla nostra salute: στην υγεία μας!

 

 

NOVEMBRE 2025

Merano Wine Festival: le luci si accendono al Kurhaus della ridente cittadina altoatesina dal 7 all’11 novembre per un’edizione che promette di stupire ancora di più.

La selezione di Helmuth Kocher è sempre delle eccellenze vitivinicole italiane e straniere.

L’assaggio sicuramente più esaltante quello di Valdarno di Sopra Doc Vigna delle Sanzioni.

O meglio, il ri-assaggio.

Durante il Valdarno di Sopra Day avevo assaggiato questo rosso come “campione di botte” e mi ero congratulata con il suo produttore, Giandomenico Gigante.

A Merano il vino ha riscosso applausi e premi -il meritatissimo Platinum – e mi ha emozionato ancora di più.

Tanto quanto il racconto di Giandomenico che ha recuperato una bellissima vigna, capolavoro architettonico, che scende digradando verso la strada, con scale e terrazze e come in un palcoscenico, salgono sul palco gli attori Sangiovese, Canaiolo e Grand Noir de la Calmette a dar vita a una magistrale interpretazione di territorio e di tradizioni recuperate.

Un assaggio che unisce eleganza, forza e piacevolezza, che non tedia il palato e non è omologato o simile ad altro.

E lo sguardo orgoglioso e appassionato di Gianni quando lo descrive è qualcosa di inestimabile valore umano.

 

 

DICEMBRE 2025

Il mese dei bilanci, dei propositi, della frenesia intorno al Natale e al bisogno di stare con le persone care, dato che i ritmi lavorativi spesso impediscono il poter godere di momenti leggeri con gli amici.

Nel vicino Piemonte vive la mia amica Clara con suo marito Corrado enologo e proprietario dell’azienda Crotin 1897 a Maretto: riesco finalmente ad andare a trovarli per scambiarci i doni ma soprattutto per stare un po’ insieme.

Nonostante il tempo passato senza vederci, siamo sempre “tutti lì” vicini: si crea immediatamente complicità e condivisione.

Decidiamo di terminare la giornata con uno spettacolare “pigiama party”, davanti alla televisione a vedere un film di Natale.

Uno di quelli che finisce bene, in cui le contrarietà vengono superate e dove i buoni hanno sempre la meglio.

Cosa beviamo? Corrado arriva con il suo Piemonte Doc Metodo Classico blanc de noir da Pinot Nero imbottigliato da poco, a cui ha personalmente aggiunto l’etichetta.

Una bollicina che conosco bene ma che mi riesce sempre a stupire e a emozionare.

Perché è esattamente come dovrebbe essere un’amicizia.

Limpida, cristallina, portata avanti con brio e con coerenza e soprattutto persistente.

L’acidità spicca ma è al servizio di un vino di pregiata fattura e di ottima bevibilità, di quelli che scegli e che continueresti a scegliere.

Proprio come nell’amicizia, in cui le “punte” e i dissapori vengono integrati ed elaborati, perché ci si vuole bene.

Il mio augurio per l’anno che verrà, a conclusione di questa narrazione, è quella di potervi sempre emozionare in compagnia di un amico come di un vino e di coltivare gli affetti: solo questi ci rendono ricchi e danno gusto alla vita.

 

 

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