Parte prima (gennaio-giugno 2025)
Gennaio 2025
Inizio anno con buoni propositi e nuove sfide e un primo viaggio alla scoperta di nuove realtà. Con Paolo Bellocchi e Roberto Tani andiamo a conoscere Riccardo Fortuna e i suoi vini. Ci troviamo catapultati in un luogo incantato, una piccola vigna custodita con amore e passione a Roccagorga, un comune di 4122 anime in provincia di Latina.
Viene coltivato il merlot che ha dato vita a un vino speciale: “Questo lo fa un amico mio”. Quasi un manifesto, una dichiarazione di genuinità e spontaneità. Riccardo è un artista e in men che non si dica ci troviamo nella sua cantina- garage dove sono allocate le vasche e l’attrezzatura per la vinificazione. L’ambiente è talmente pulito che ricorda una sala operatoria e insieme assaggiamo gli altri vini, tra cui I Focaracci da Ottonese e il Metodo classico, che lo stesso Riccardo sbocca su due piedi alla volée.
Il merlot prodotto da Riccardo si fa amare ed apprezzare non per la sua immediatezza ma per la sua personalità e ha sicuramente lasciato un segno in ognuno di noi.
Febbraio 2025
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In attesa dell’evento I Vini del Cuore a Genova, partecipo come media partner a Wine And Siena, dove le cantine selezionato da Helmuth Kocher portano la loro produzione di eccellenza. Su consiglio del giornalista Marco Sciarrini vado a trovare una azienda che non conosco ancora: Castello di Viscogliosi. Mi accolgono con calore e gentilezza Isabella Citerni di Siena e Stefano Viscogliosi e inizio ad assaggiare i vini. Colpo di Fulmine! Un rosato da aleatico! Un vino secco, dove la componente aromatica è composta e piacevole, il vino sapido ed elegante…Chiedo chi sia l’enologo e mi rispondono Vincenza Folgheretti. Una donna che ho sempre ammirato e non ancora conosciuto di persona ma solo attraverso i suoi vini, che rispettano l’uva, il territorio, la filosofia del proprietario.
Igt Toscana Carpiano è presentato nelle annate 2022 e 2023, ed entrambe hanno qualcosa di speciale da raccontare: non so decidere quello che mi piace di più. Una scommessa, un azzardo, ma non più di tanto, quando si lavora con passione alla ricerca dei profumi e dei sapori ben scolpiti nella memoria, che racconta di storie di famiglia e di relazioni importanti.
Marzo 2025
In Toscana da amici: sono Ettore Ciancico e Linda Nano e l’azienda è La Salceta, una perla del Valdarno di Sopra Doc. Siamo a cena insieme con il cane Bengio che ci guarda implorando cibo ma viene subito fatto desistere dal rimprovero fermo di Ettore. Poi arriva lui, l’Orpicchio.
Un vitigno a bacca bianca recuperato dai miei amici e che mi viene presentato in una bottiglia dalla etichetta elegante, pulita, precisa. “Uhm… un bianco in terra di rossi…” Lo guardo attraverso il vetro: L’O (questo è il nome del vino che niente ha a che vedere con la famosa Histoire) si fa scrutare attraverso i suoi bagliori e le sfumature verdine. Metto il bicchiere sotto il naso e si apre un mondo, soprattutto capisco che ha avuto senso produrre questo vino, che non sarà mai “un altro vino bianco…”. Profumi delicati di camomilla, agrumi, erba essiccata e una vibrante acidità. Qualcosa di nuovo, che non c’era e che merita di accompagnare piatti e momenti di amicizia.
Aprile 2025
Quest’anno la Pasqua cattolica e quella ortodossa coincidono e per la prima volta decido di trascorre questo periodo nell’isola di Tinos, insieme ai cari amici Peggy Petrakakos e Papandreou (il creatore del Greek Wine Day). Tinos è un’isola bellissima, che ho visitato la prima volta 30 anni fa e dove ha sede un santuario importantissimo per i fedeli Ortodossi: Panaghia Tinou (la Madonna di Tinos)
La celebrazione della resurrezione è toccante: tutti i componenti delle famiglie sono presenti alla funzione e portano in mano una candela che verrà accesa solo dopo la mezzanotte, quando sarà annunciato che “Cristo è Risorto”. Una profonda e autentica religiosità viene percepita negli sguardi, nella delicatezza delle movenze della gente, nel passare di candela in candela il fuoco appena acceso davanti alla basilica. Peggy e Haris sono due persone meravigliose, con le quali ho l’onore di condividere non solo la mia passione per il vino ma anche il mio profondo amore per la Grecia e la sua cultura. La serata termina in un luogo del cuore, il ristorante Mikro Karavi in centro alla Chora, dove Haris ha portato una bollicina greca, premiata dalla scorsa edizione della guida I Vini del Cuore. È un Blanc de noir, ottenuto da agiorgitko e siamo in Nemea. La cantina è Milia Riza e lo spumante brut nature una bellezza! Perlage fine e cremoso, si percepiscono nell’assaggio i piccoli frutti rossi, le note floreali. La caratteristica principale è il connubio tra eleganza e bevibilità. La bottiglia finisce, ahimè, ne avevamo solo una, ma il simposio continua, con tanti racconti e progetti e una profonda coscienza dell’affetto che ci lega.
Maggio 2025
A fine mese, il mio primo viaggio in Georgia. Un paese che ti entra nel cuore e che ho potuto scoprire ed apprezzare grazie all’invito al press tour organizzato dal consolato della Georgia di Milano (S.E. Natalia Kordzaia). A Tbilisi ho conosciuto una persona speciale e molto competente, Ketevan Akhobadze @guestgeorgiaguide che mi ha portato dove furono trovate le qvevry di 8000 anni fa e in visita a cantine delle più rinomate zone vitivinicole. Ho avuto anche la fortuna di partecipare al Bolnisi Wine Festival e di ritrovare Tamar Tchichiboshvili, Wine Ambassador per la Georgia in Italia.
Presso il museo del vino nella capitale, Jaba Dzimistarishvili, miglior sommelier della Georgia 2020-2021, mi ha fatto assaggiare e conoscere nuovi vini e uno tra molti è rimasto nel cuore: il Saperavi di Marbano Winery. Prodotto nella regione dei Kakheti e vinificato nelle tradizionali anfore di terracotta. Colore scuro impenetrabile, profumi di melograno, cioccolato, caffè, thè nero, ibisco. In bocca è potente, il tannino vellutato e la chiusura sapida. Un vino che sicuramente mi farà viaggiare e ricordare quanto ne aprirò una bottiglia in Italia, legato a volti, persone ed esperienze indimenticabili.
Giugno 2025
Finalmente le vacanze! Appena posso torno in… Grecia. Syros e la spiaggia di Delfini sono la meta. Un luogo che ho custodito nella memoria come una reliquia, una fotografia di trentadue anni fa; chissà se sarà cambiato tutto e se rimarrò delusa? Quando scendo dal traghetto un tuffo al cuore, un film che si riavvolge in un secondo: abbiamo attraccato proprio sulla passeggiata e non alla fine di essa come ricordavo. Ad attendermi Il signore del noleggio con l’auto e poi via, verso ovest dove ho scelto di soggiornare. Anemos e Almyra è un posto incantato e la vista mozzafiato sulla spiaggia di Delfini rende magica l’atmosfera e i tramonti. La sera, al ritorno dalla visita della cantina Chatzakis mi sorseggio un calice di San Ta Maratha, la migliore espressione di assyrtiko fuori da Santorini. Un vino fresco, brillante, con profumi di agrumi e di fiori e di pietra focaia. In effetti tutti i vini prodotti da Nikos Chatzakis mi hanno piacevolmente impressionato e condivido la sua filosofia di produzione. La Cantina è poggiata sul crinale Nord dell’isola, vicino alla chiesa di San Benedetto e da lì si possono ammirare verso sinistra l’isola di Kea, Gyaros e Kithnos mentre a destra troviamo Andros, Tinos e Mikonos. Un’isola che ho salutato a malincuore e che continuo ad avere negli occhi.
Continua…

































