Nel cuore dell’isola di Tinos alla scoperta di un antico vitigno autoctono
L
’estate non è estate se non torno anche per una settimana a Tinos, un’isola magica delle Cicladi.
La visitai per la prima volta nel 1992 e sono tornata tre anni fa grazie al suggerimento di Haris Papandreou: adesso è un luogo del cuore dove sono anche le mie amiche Argirò e Alexandra e dove riesco a sentirmi a casa.
Ho avuto il piacere proprio verso la fine di agosto di visitare la Cantina Messarea, di cui avevo già assaggiato i vini durante l’evento Artisanal Greek Wines ad Atene e dove avevo conosciuta Lida.
Ci siamo date appuntamento all’Hotel Agali Bay e ci siamo dirette in macchina verso l’interno, attraversando luoghi davvero suggestivi.
Tinos non è un’isola facile.
È un blocco di granito e scisto battuto dal Meltemi, dove per secoli fare vino ha significato spaccarsi la schiena sui terrazzamenti (pezoules) per produrre mosti contadini ad uso e consumo domestico.
Poi qualcosa è cambiato, perché oggi a Tinos si producono alcuni dei vini più tesi, salini e minerali di tutto il Mediterraneo e molte sono le cantine che sono nate per riportare l’isola agli antichi splendori, quando era quasi tutta un vigneto.
Prima dei grandi investimenti e dei consulenti internazionali, c’è stato Christos Fonsos.
Nel 1997, nella zona di Komi, egli è stato il primo in assoluto a credere che l’uva locale potesse essere vinificata in modo moderno, pulito e imbottigliata.
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In un momento in cui sull’isola il vino era solo sfuso da taverna, Fonsos ha iniziato a lavorare varietà autoctone quali Potamisi e Kumariano con grande precisione enologica.
Nel 2005, la famiglia Papageorgiou ha scoperto nella vallata di Messaria un paesaggio incontaminato fatto di frutteti, sorgenti e vecchi muretti a secco (xerolithia), lungo l’antico sentiero tra i villaggi di Kambos, Loutra e Xinara: proprio qui è nata Messarea Winery, una azienda vinicola biologica e bioclimatica.
Tra la vegetazione, sono stati ritrovati antichi ceppi di vite striscianti a radice propria (autoriza), coltivati per secoli senza intervento umano.
Per trasformare questa scoperta in un progetto enologico d’eccellenza, fondamentale è stata appunto la figura di Fonsos che ha guidato la selezione dei cloni autoctoni e la reintroduzione del Potamisi, una varietà a buccia spessa rinomata per la sua acidità vibrante e la spiccata mineralità marina.
La cantina, progettata dallo studio Stavropoulou Architects, si sviluppa su tre volumi parzialmente ipogei costruiti in pietra locale e rifiniti con intonaco tradizionale.
Le uve arrivano dall’alto e seguono un percorso naturale verso le vasche di fermentazione in cemento e le botti in rovere senza subire stress da pompe meccaniche, mentre I muretti a secco e i tetti verdi mantengono le sale di affinamento a temperatura e umidità ideali in modo ecologico.
L’etichetta rappresentativa del lavoro svolto a Messarea sul Potamisi è ALKAR Potamisi. Il nome e l’identità visiva della cantina richiamano la figura mitologica della ninfa Philyra e del centauro Chirone, a simboleggiare la trasformazione della natura in cura ed equilibrio.
100% Potamisi (da vigne ad altitudine 350-400m), Pressatura soffice a grappolo intero, fermentazione in vasche di cemento, 7-9 mesi sui lieviti in cemento (con un piccolo passaggio in legno nuovo per dare maggiore struttura).
Ti accoglie nel calice con un bel colore giallo paglierino tenue con riflessi dorati.
Al naso si apprezzano note di scorza di pompelmo, cedro, pera e prugna selvatica, arricchite da sentori floreali (gelsomino, camomilla) e macchia mediterranea (timo e maggiorana).
In bocca l’ingresso è fresco e di spiccata acidità minerale, bilanciato da una consistenza tattile quasi oleosa e da una chiusura salina prolungata, tipica dei suoli vulcanico-granitici.
ALKI (100% Rozaki) un vino bianco da uve storiche e rare.
Prende il nome da Alki (etimologicamente legato ad Alkar), che in greco antico evoca concetti di coraggio, forza e resistenza.
È prodotto in quantità limitate a partire da vecchie viti di uva Rozaki scoperte e salvate nei vecchi muretti a secco dell’azienda.
Dopo la raccolta manuale delle uve da vecchi ceppi tradizionali dell’isola, segue una vinificazione artigianale mirata a preservare la rustica e autentica fragranza varietale di questo vitigno poco comune in purezza.
Colore giallo paglierino con sfumature luminose.
Offre un bouquet delicato ma espressivo, in cui spiccano sentori fruttati di pesca bianca e albicocca, sfumature agrumate e un caratteristico timbro speziato e minerale di pietra focaia/pietra frantumata.
Al palato risulta dinamico e scorrevole, caratterizzato da una piacevole freschezza, una vena acidula pulita e un retrogusto sottilmente sapido che richiama la brezza marina dell’isola.
ASTRAIOS (100% Assyrtiko) IGP Cicladi, un vino bianco secco dedicato alla purezza e alla forza della tipicità tinese che incarna l’energia vibrante del vitigno iconico dell’Egeo interpretato nel terroir ventoso di Tinos.
Le uve provengono da vigneti privati situati nella zona di Kalathas e sono raccolte rigorosamente a mano.
Vengono poi sottoposte a pressatura in torchio verticale senza diraspatura, sfruttando la struttura dei raspi per una filtrazione naturale del mosto.
La fermentazione alcolica avviene in serbatoi di acciaio inossidabile a temperatura controllata (tra i 18°C e i 20°C).
Successivamente, il vino sosta per un periodo di maturazione a contatto con i propri lieviti fini (sur lie), che dona complessità e volume al sorso.
Giallo paglierino chiaro con riflessi verdolini brillanti.
Si propone con un profumo intenso e tagliente, dominato da agrumi (limone, cedro), pera croccante, erbe aromatiche mediterranee e una tipica impronta fumé/riduttiva pulita, accompagnata da note iodate e minerali.
Di grande impatto al palato, teso e verticale.
Vanta un nerbo acido vibrante, una struttura importante ma snella e una consistenza piacevolmente cremosa al centro bocca (dovuta al contatto con i lieviti) che sfocia in un finale lunghissimo, salino e profondamente rinfrescante.
Ringrazio di cuore per l’accoglienza la famiglia Papageorgiou, Christos Fonsos e Lida e per il tempo che mi hanno dedicato: una visita che consiglio a tutti i winelovers che avranno la fortuna di scegliere l’isola di Tinos come meta turistica e… non solo!
Messarea Winery
Epar.Od. Tripotamou-Kallonis
Xinara 842 00 GR
+30 2283 110343
messarea-winery.gr






