Le prime due giornate della 35ª edizione del Merano WineFestival
Le prime due giornate della 35ª edizione del Merano WineFestival

Le prime due giornate della 35ª edizione del Merano WineFestival

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La trentacinquesima edizione del Merano WineFestival ha preso ufficialmente il via celebrando l’eccellenza dell’enologia e della gastronomia internazionale.

Nei suoi primi due giorni, la manifestazione ha trasformato la città altoatesina nel fulcro dell’eccellenza enogastronomica, accogliendo produttori, esperti e appassionati in una cornice di grande eleganza e convivialità.

Il momento clou della serata inaugurale si è tenuto al Teatro Puccini, dove l’ideatore del festival, Helmuth Köcher, insieme ad Andrea Radic e alla commissione d’assaggio della Guida The WineHunter, ha premiato le etichette, i prodotti gastronomici e i distillati che hanno conquistato i vertici qualitativi della selezione.

 

Le Premiazioni al Teatro Puccini

  • I 100 Punti e i WH Award Platinum: Per la prima volta nella storia della guida, quattro eccellenze assolute hanno ottenuto il punteggio perfetto di 100/100, ricevendo una speciale scultura in meranite (rara pietra vulcanica della Val di Nova):

 

    • Perlé Ferrari Trento DOC 2002 (Ferrari Trento)
    • Alto Adige Terlano DOC Rarity 2013 (Cantina Terlano)
    • Vernaccia di Oristano DOC Riserva 1998 (Attilio Contini)
    • VinSanto di Montepulciano DOC “Occhio di Pernice” 2012 (Avignonesi) Oltre a questi traguardi storici, sono stati consegnati 101 WH Award Platinum ai prodotti che hanno superato i 96/100, tra cui 5 riconoscimenti internazionali assegnati a cantine provenienti da Sudafrica (Capelands Wine Farm), Francia (Champagne Le Mesnil ed Encry) e Georgia (Bediani Winery e Dekanozisgvili Winery)

 

  • I Cult Oenologist: La serata ha reso omaggio ai maestri della scienza enologica. Un commosso ricordo è stato dedicato a Franco Bernabei (scomparso a luglio), a cui si sono aggiunti i premi a Riccardo Cotarella, Carlo Ferrini, Luca D’Attoma, Gianni Menotti, Paolo Caciorgna, Alessandro Cellai e Gabriele Gadenz per il loro contributo fondamentale alla storia e al futuro del vino italiano.

 

  • WineHunter Stars e Honour Award: Le 7 “stelle” premiate durante la cena di gala sono state Roberto Cipresso, Beppe Palmieri, Giuseppe “Peppone” Calabrese, Filippo Felluga (in memoria del padre Livio), Cristina Mercuri MW e Luca D’Attoma. Tra gli Honour Award sono stati riconosciuti marchi e personaggi di spicco come Nonino Distillatori (Loyalty), Calvisius Caviar (Innovation), Sapori Vesuviani (Tradition), Riccardo Pasqua (Creativity) e José e Cristina Rallo di Donnafugata (Vision).

 

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Le Cantine e gli Assaggi delle prime due giornate

Di seguito una panoramica del profilo e dell’identità delle cantine protagoniste:

  • Fontanafredda (Piemonte): Storica realtà del Barolo a Serralunga d’Alba, legata alle sue radici reali e oggi punto di riferimento per l’enologia sostenibile e la valorizzazione del Nebbiolo e dei grandi rossi delle Langhe. Tre diversi Barolo in degustazione,
  • Cantine di Venosa (Basilicata): Una delle più importanti realtà cooperative del Sud Italia, simbolo dell’Aglianico del Vulture, capace di esprimere la potenza minerale e vulcanica di questo vitigno unico.
  • Durin (Liguria): Situata nella Valle Arroscia, è celebre per la produzione di vini liguri eroici ed espressivi come il Pigato, l’Ormeasco e il Vermentino, specchio di una viticoltura di montagna a ridosso del mare.
  •  Ca’ Lunae (Liguria): Nel cuore dei Colli di Luni, questa cantina (guidata dalla famiglia Bosoni) rappresenta una delle eccellenze assolute nella valorizzazione del Vermentino, combinando tradizione contadina, eleganza aromatica e sensibilità territoriale. Piacevole come sempre l’Albarola.
  • Baia del Sole della Famiglia Federici ( Liguria) Azienda storica dei Colli di Luni, regala eccellenti versioni di vermentino e negli ultimi anni si è adoperata nella valorizzazione del vermentino nero, assaggiato durante la manifestazione nella versione Metodo Classico Rosè. Una bollicina unica, dove il sentore di piccoli frutti rossi si armonizza con la freschezza e la piacevolezza di beva.
  • Maso Martis (Trentino): Specialista d’eccellenza del Trento DOC biologico sulle colline sopra Trento. I loro metodi classici si distinguono per eleganza, finezza e lunghe maturazioni sui lieviti. Madame Martis è sicuramente la punta di diamante della produzione dell’azienda.
  • Nals Margreid (Alto Adige): Cantina sociale di alta gamma che unisce i terroirs da Nalles fino a Magrè. È rinomata per la lettura espressiva e minerale dei singoli cru, dai Pinot Bianchi ai Lagrein. Proprio il Sirmian è quello che mi conquista sempre e che mi rappresenta questo meraviglioso territorio.
  • Abbazia di Novacella (Alto Adige): Una delle cantine più antiche del mondo, situata nella Valle Isarco. Produce vini bianchi di spiccata acidità e sapidità minerale, tra cui spiccano Kerner, Sylvaner e Riesling. L’assaggio più emozionante è stato quello del pinot nero riserva 2020
  • Cantina Sankt Pauls (Alto Adige) Situata nel cuore dell’Oltradige, è una storica cantina cooperativa nata nel 1907 che coltiva le sue vigne su terrazzamenti baciati dal sole ed esposti ai venti alpini. Tra i suoi fiori all’occhiello spiccano bianchi di straordinaria eleganza e freschezza minerale — su tutti il Weissburgunder (Pinot Bianco) — oltre allo scenografico spumante Metodo Classico Praeclarus, fatto affinare nel suggestivo caveau sotto il campanile del paese.
  • Pliniana (Puglia): Storica cooperativa di Manduria che incarna la tradizione autentica del Primitivo, offrendo vini strutturati, avvolgenti e ricchi del calore del territorio salentino. Espressioni di Primitivo fresche e di grande piacevolezza di beva.
  • Vini della Georgia con Tamar Tchitchiboshivili di Anfora distribuzione che ha visto premiati due vini con il Platinum, gli stessi premiati nella guida i Vini del Cuore 2026
  • I’m Winery (Moldavia) con assaggio delle varietà autoctone, molto ben declinate che mantengono carattere e personalità.

 

Lo Spettacolo sul Passirio: La Sciabolata di Montalbera

Un momento indimenticabile del programma è stato lo scenografico evento di sabato alle 13:30 sul ponte sul fiume Passirio.

Protagonista assoluta è stata l’azienda Montalbera, punto di riferimento per il Ruche di Castagnole Monferrato e i grandi spumanti piemontesi.

In un’atmosfera di festa e grande partecipazione, è andata in scena la tradizionale sciabolata rituale di bottiglie Magnum Pas Dosè 140+1, un brindisi spettacolare che ha unito l’arte dello spumante alla bellezza naturale del paesaggio meranese.

 

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