WineGB Trade a Londra
WineGB Trade a Londra

WineGB Trade a Londra

L’evoluzione del vino inglese: Il nostro viaggio al WineGB Trade & Press Tasting di Londra

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unedì 7 settembre ci siamo immersi nel cuore pulsante dell’enologia britannica.

Nella suggestiva cornice dell’iconico edificio di 1 Old Billingsgate, affacciato sul Tamigi, si è svolto il WineGB Trade and Press Tasting, l’appuntamento annuale di riferimento promosso dall’associazione di categoria Wines of Great Britain.

Insieme all’amico ed esperto Paolo Bellocchi @paolowine, ho avuto il piacere di camminare tra i banchi d’assaggio per esplorare un movimento vitivinicolo in forte espansione.

Se fino a pochi anni fa il vino inglese veniva guardato con una sottile curiosità, oggi rappresenta una realtà solida e dinamica, capace di esprimere terroir unici legati a suoli calcarei e a un clima fresco che dona freschezza e nitidezza sartoriali.

Ecco il racconto dei nostri assaggi e delle cinque cantine che più ci hanno colpito durante la giornata.

  1. London Cru: La Rivoluzione dell’Urbano

Siamo partiti da un concetto decisamente contemporaneo: la prima urban winery di Londra. Fondata nel 2013 nel quartiere di Fulham (SW6) all’interno di un ex magazzino d’epoca victoriana che un tempo ospitava una distilleria di gin, London Cru ha ridefinito il rapporto tra la città e la vinificazione.

Fondata con l’idea di produrre vino a “chilometro urbano”, seleziona uve di altissima qualità da vigneti partner inglesi per poi vinificarle direttamente nel centro della capitale.

  • I vini degustati:

Abbiamo esplorato le loro produzioni in edizione limitata, focalizzate sull’esaltazione dei vitigni fermi. Il punto di forza risiede nella capacità del winemaker di trattare le uve con approcci artigianali e fermentazioni mirate, restituendo vini fermi puliti, tesi e fortemente espressivi.

  1. Flint Vineyard: L’Innovazione nel Norfolk

Spostandoci nel South Norfolk, nella riparata Waveney Valley, incontriamo Flint Vineyard, fondata nel 2016 dal winemaker Ben Witchell e da sua moglie Hannah. Ben ha unito la scientificità della sua formazione in enologia con il massimo rispetto per la viticoltura sostenibile, scegliendo suoli ricchi di ghiaia e selce (da cui il nome Flint).

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  • I vini degustati:
    • Bacchus: Considerato la vera “bandiera” tra i bianchi fermi inglesi, questo Bacchus brilla per croccantezza. Al naso regala spiccate note vegetali ed erbacee, fiori di sambuco, agrumi e frutti tropicali. In bocca è vivo, affilato e balsamico.
    • Pinot Noir Précoce: Cos’è il Pinot Noir Précoce? Conosciuto anche come Frühburgunder in Germania, si tratta di una mutazione naturale del classico Pinot Noir. La sua particolarità sta nel maturare con circa due o tre settimane di anticipo. Questo lo rende perfetto per il clima fresco britannico, poiché riesce a raggiungere una maturazione fenolica ottimale evitando le gelate autunnali. L’assaggio rivela un rosso leggero ma fragrante, ricco di piccoli frutti rossi croccanti (ciliegia, ribes) e una trama tannica setosa e gioviale.
  1. Burnt House Vineyard: Tradizione Agricola nel Suffolk

Nel cuore del Suffolk, Burnt House Vineyard rappresenta la storia di una riconversione riuscita. La famiglia Scarff coltiva queste terre da generazioni, ma è nel 2017 che i fratelli James e Catherine hanno deciso di piantare i primi ettari di vigneto. Sfruttando versanti esposti a sud con suoli ricchi di argilla e gesso, hanno saputo unire l’agricoltura di precisione alla viticoltura.

  • I vini degustati:

Ci ha colpito in particolare il loro Chardonnay fermo, affinato in vasche d’acciaio con svolgimento della fermentazione malolattica per bilanciare l’acidità tipica del clima inglese. Il sorso combina la freschezza della mela verde e del lime con una delicata cremosità data dal contatto con le fecce fini. Un sorso elegante e di eccellente lunghezza.

  1. Balfour Winery: L’Eleganza del Kent

Fondata nel 2002 da Richard e Leslie Balfour-Lynn all’interno della tenuta Hush Heath Estate nel Kent, Balfour Winery è una delle realtà pioniere che ha contribuito a lanciare le bollicine e i rosé inglesi nell’alta ristorazione internazionale.

  • I vini degustati:
    • Balfour Rosé: L’etichetta iconica dell’azienda (un Metodo Classico a prevalenza Pinot Noir). Elegante, persistente, con spiccate sfumature di fragoline di bosco, scorza di pompelmo rosa e una spina acida brillante.
    • Blanc de Noirs: Una bollicina strutturata e profonda, dove Pinot Noir e Pinot Meunier esprimono aromi di brioche tostata, mela rossa e frutta secca, con una bolla fine e cremosa.
    • Nannette’s English Rosé: Un vino fermo rosé dedicato a una delle figlie dei fondatori. Ottenuto da un blend dei vitigni classici della tenuta, si distingue per note floreali, lampone fresco ed erbe aromatiche. Un sorso beverino e gastronomico.
  1. Ridgeview Wine Estate: I Pionieri del Metodo Classico

Situata ai piedi delle South Downs nel Sussex, Ridgeview è una pietra miliare dell’enologia britannica. Fondata nel 1995 da Mike e Christine Roberts, è stata tra le prime cantine a credere fermamente nel potenziale dei vitigni tradizionali dello Champagne (Chardonnay, Pinot Noir e Pinot Meunier) su suoli gessosi. Oggi guidata dalla seconda generazione della famiglia, Ridgeview è sinonimo di sostenibilità (certificata B-Corp) e costante ricerca della qualità.

  • I vini degustati:

I loro Metodo Classico rappresentano l’equilibrio ideale tra spiccata acidità e complessità data dal lungo affinamento sui lieviti. Dai classici blend Chardonnay/Pinot fino ai loro eleganti Blanc de Blancs e Blanc de Noirs, i vini di Ridgeview si confermano punto di riferimento per eleganza, mineralità gessosa e nitidezza gustativa.

Le Nostre Considerazioni

La giornata a Londra con Paolo Bellocchi ci ha confermato che la viticoltura britannica sta vivendo una vera e propria età dell’oro. Se le bollicine Metodo Classico continuano a competere ai vertici mondiali, i vini fermi (soprattutto da uve Bacchus e mutazioni di Pinot Noir) dimostrano un’identità precisa e affascinante.

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