A Roccagorga, la sinfonia rurale di Cantina Fortuna e le pizze di Antonio Silvestri
C
’è un angolo di Lazio, arrampicato sui Monti Lepini, dove la terra racconta storie antiche a chi ha la pazienza di ascoltarle.
Quel posto è Roccagorga, in provincia di Latina.
È qui che sabato 11 luglio 2026 è andato in scena Ottonese Pop, un evento che è stato molto più di una semplice serata enogastronomica: è stato il manifesto di un territorio che rivendica la propria identità senza filtri, con la spontaneità delle cose fatte per passione.
L’evento, ideato e ospitato da Riccardo Fortuna, ha unito due grandi artigiani del gusto: lo stesso Riccardo con i suoi vini identitari e il maestro pizzaiolo Antonio Silvestri, le cui pizze sono ormai leggenda per chi cerca la perfetta sintesi tra leggerezza, tecnica e valorizzazione della materia prima locale.
Riccardo Fortuna: la musica, la vigna e la cantina-garage
Per capire i vini di Cantina Fortuna, bisogna prima conoscere Riccardo.
Chi segue wineloversitaly sa che Riccardo ha una doppia anima: è un musicista e cantante (la sua canzone Shine racchiude la sua stessa sensibilità) che ha trovato nella terra una nuova forma d’arte.
I suoi vigneti crescono proprio sotto il paese, lungo il tracciato storico della Via Francigena.
La sua è a tutti gli effetti una realtà “micro” con aspirazioni “macro”.
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In cantina — che occupa il fondo di una casa nel centro del paese — la pulizia è quasi chirurgica, degna di una sala operatoria.
Ma la freddezza della tecnica qui serve solo a preservare la voce più pura dell’uva.
Tutto si fa a mano, con lentezza, rispettando i tempi della natura.
Le pizze d’autore di Antonio Silvestri
Il partner perfetto per questa serata non poteva che essere il maestro Antonio Silvestri.
Conosciuto da molti come un vero e proprio “supereroe” degli impasti, Silvestri ha portato a Roccagorga pizze capaci di dialogare ad armi pari con la complessità dei vini di Riccardo.
Niente accostamenti urlati o esasperazioni gourmet fini a se stesse: solo impasti ad altissima idratazione, cotture perfette e ingredienti che parlano la lingua della terra lepina.
La pizza si è fatta tela, accogliendo consistenze e sapori in grado di esaltare la freschezza e la mineralità dei calici.
I protagonisti nel calice: Sciula e I Focaracci
La serata ha visto splendere due etichette simbolo di Cantina Fortuna, entrambe nate dal desiderio di rimettere al centro l’Ottonese, vitigno autoctono laziale troppo spesso dimenticato e qui elevato a rango di assoluto protagonista.
Sciula
Un bianco di straordinaria piacevolezza. È un blend che vede protagonista l’Ottonese con una piccola percentuale di Moscato di Terracina.
- Al naso: Elegante e sussurrato, regala delicati profumi floreali e sfumature fruttate tipiche del moscato, senza mai risultare stucchevole.
- Al palato: Fresco, agile e versatile. È il vino di apertura perfetto, capace di sgrassare la bocca e richiamare immediatamente il morso successivo della pizza di Silvestri.
I Focaracci (La versione macerata)
Qui entriamo nel territorio del carattere puro. I Focaracci è un Ottonese in purezza che svolge una macerazione sulle bucce di circa 20-24 ore.
Non a caso, la vendemmia 2024 è stata recentemente insignita del prestigioso The WineHunter Award Platinum.
- Il colore: Un giallo oro intenso, caldo e magnetico.
- Al naso: Note agrumate intense che ricordano il pompelmo giallo e il lime, unite a una sottile nota erbacea e balsamica.
- Al palato: La macerazione regala una struttura sorprendente, una fitta trama sapida e un finale lungo, piacevolmente amarognolo e speziato. Un vino di grande personalità, quasi “ritmico”, che non teme abbinamenti con pizze ricche e strutturate.
“Qui tutto si produce su piccola scala, lentamente. Non puntiamo ai grandi volumi, ma a condividere l’amore per questa terra con chi è lontano.”
— Riccardo Fortuna
Ottonese Pop ha dimostrato che non servono palcoscenici patinati per fare cultura del vino.
Bastano un garage pulito, una vigna sotto il paese, un forno acceso e la voglia di fare le cose con il cuore.
Un’esperienza autentica, pop nell’accessibilità e nell’anima, ma nobilissima nel bicchiere e nel piatto: un momento al quale ho partecipato con gioia in compagnia di Paolo Bellocchi @paolowine – che mi fece scoprire cantina Fortuna un anno e mezzo fa – e il mitico nostro fotografo Roberto @volpadelvino






