Il Consorzio Valdarno Di Sopra Doc ha presentato i suoi vini venerdì 20 febbraio presso la Cantina il Borro
A
rrivare all’Anfiteatro del Borro di prima mattina significa entrare in un silenzio quasi sospeso, mentre un pallido sole sembra aver dato un po’ di tregua dalle piogge dell’ultimo mese.
L’appuntamento è con l’Anteprima della Valdarno di Sopra DOC, che ha accolto 90 giornalisti provenienti da 19 nazioni.
La Valdarno di Sopra è una denominazione giovane – il riconoscimento ministeriale risale al 2011 – ma non è un territorio “nuovo”, anzi rinomato sin dai tempi dell’editto di Cosimo III De’ Medici nel 1716.
Le vigne si distendono tra Arezzo e Firenze, su suoli variabili per composizione e altitudine, con escursioni termiche che incidono in modo netto sull’equilibrio delle uve.
In degustazione emergono linee abbastanza chiare. Nei rossi, soprattutto nelle selezioni più ambiziose, si percepisce una ricerca di precisione: trama tannica definita, uso del legno più misurato rispetto al passato, una tensione acida che sostiene il frutto senza sovrastrutture.
Non è una denominazione che cerca potenza a tutti i costi; piuttosto sembra lavorare sulla definizione, sulla leggibilità del vigneto.
Nei bianchi – meno numerosi ma interessanti – si nota una progressiva attenzione alla freschezza e alla verticalità, con interpretazioni che non rinunciano alla struttura ma evitano opulenze fuori scala.
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La cifra dell’Anteprima è il dialogo.
Si parla di scelte agronomiche, di conversioni al biologico, di vendemmie complesse e di come il clima degli ultimi anni abbia modificato tempi e strategie.
Molte aziende della denominazione hanno intrapreso percorsi di sostenibilità strutturati, e questo dato non è più solo un elemento comunicativo, ma entra nella narrazione tecnica dei vini.
Colpisce una certa coerenza stilistica diffusa: pur nella varietà delle interpretazioni, si avverte l’intenzione di costruire un’identità comune, riconoscibile.
È forse questo il passaggio più interessante per la Valdarno di Sopra: consolidare un linguaggio condiviso senza appiattire le singole voci.
Ecco gli assaggi che mi hanno colpito ed emozionato maggiormente:
Vini Bianchi:
Valdarno di Sopra Doc Malvasia Bianca Lunga Vigna Balza 2024 Campo del Monte; vino bio che fermenta e affina in acciaio, gentile e preciso profilo olfattivo e buona sapidità finale.
Toscana Igt Vendemmia Tardiva 2024 Campo del Monte; vino bio da Trebbiano Toscano e Malvasia Lunga fermenta in barrique e affina in acciaio. Albicocca, pesca, cedro, miele, acidità e dolcezza che dialogano perfettamente insieme.
Valdarno di Sopra Doc L’O 2025 La Salceta; vino bio ottenuto da Orpicchio, un vitigno a bacca bianca recuperato. Fermenta e affina in acciaio. Camomilla, pesca bianca, sentori erbacei, agrumi. Sorso fresco e dinamico.
Valdarno di Sopra Doc Trebbiano riserva Vigna delle Sanzioni 2023; vino bio, fermenta in acciaio e affina in tonneau: legno perfettamente integrato, nitidi sentori fruttati, floreali e grande persistenza.
Vini Rossi:
Toscana IGT Sangiovese 2024 Cantine Le Pietre. Azienda in conversione biologica, fermenta in acciaio e affina in barrique e tonneau. Profilo olfattivo delicato con timbro floreale, agrumi e garbata speziatura. Tannino levigato.
Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Posta Reale 2023 Fattoria Bellosguardo. Vino Bio, fermentazione in cemento e affinamento in tonneau di rovere di Slavonia. Ciliegia, mora, note balsamiche e finale coerente e lungo.
Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Riserva 2021 Fattoria Fazzuoli. Vino bio. Profilo complesso di frutta rossa, fiori e spezie. Tannino in evidenza, ben integrato.
Toscana Igt Rosso Carnasciale Botte Grande 2022. Fermentazione spontanea in acciaio e affinamento in botte da 40 hl. Bellissimo vino, al naso un tripudio di iris, viola, corbezzolo, prugna, lentiscoe cenni speziati, con un tannino setoso e una chiusura sapida.
Ottimo anche il Caberlot, sempre di Podere Carnasciale.
Valdarno di sopra Doc Sangiovese Vigna Polissena 2021 Il Borro. Vino bio, fermenta in acciaio e affina in barrique e botti da 20 hl. Profumi freschi, frutta rossa croccante e tannino vivace.
Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Vigna Ruschieto 2022. Vino bio. Fermenta e affina in acciaio. Colpisce per la splendida bevibilità, per la coerenza con le caratteristiche del sangiovese e per la pulizia e l’eleganza dei profumi.
Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Riserva Vigna Boggina- Boggina A 2023. Vino bio, lavorazione in anfore di terracotta. Stupisce prima di tutto il coloro rubino luminoso, apre su note di marasca, scorza di arancia, giglio, menta e cenni di pietra focaia.
Valdarno di Sopra Doc Sangiovese Vigna Dell’Impero 2020 Tenuta Sette Ponti. Vino bio. Fermenta in acciaio e affina in barrique. Bella complessità olfattiva e struttura, il sorso si mantiene piacevole, tannino vibrante.
Non presente in degustazione ma assaggiato alla cena di gala giovedì 19 febbraio Valdarno di Sopra Doc Vigna delle Sanzioni ottenuto da Sangiovese, Canaiolo e Grand Noir de la Calmette. Un assaggio che merita davvero, un vino che sa regalare autentiche emozioni.
Sicuramente Il Valdarno di Sopra Day si conferma uno degli appuntamenti annuali assolutamente imperdibili: grande cura nell’organizzazione, bei vini in degustazione e un pubblico di giornalisti sempre più attenti alle richieste del mercato e alla crescita di questa denominazione.






