Un personale racconto di @paolowine
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alla storica realtà delle Antiche Cantine Migliaccio, nascono vini emozionali che racchiudono nel calice l’unicità della località di Punta Fieno di Ponza.
Il racconto della Biancolella di Ponza, descritto nella guida I Vini del Cuore edizione 2023, è l’anteprima delle tante percezioni vissute nelle vigne eroiche che si lanciano nel calice; il mare, la parte selvaggia dell’isola e le sapienti mani sono un tuffo di sensazioni che rapiscono il cuore.
Se c’è un’isola del cuore, una vigna del cuore, un vino del cuore, anche la cantina sarà alla pari e lo stesso appellativo in automatismo viene associato a chi si impegna alla valorizzazione.
A cogliere gli aspetti emozionali, non poteva mancare un’enoteca del cuore, “Parliamo di Vino” a Latina, piccolo spazio capitanato da due Professionisti del vino che ben conoscono la materia, la proclamano con grande passione e sanno bene anche quello che nelle schede del vino non è scritto, il sentimento che esso può suscitare.
Il 29 maggio 2024, nella graziosa enoteca è stata organizzata una serata di approfondimento con i vini dell’Antica Cantina Migliaccio, dopo il momento didattico con tutti gli aspetti storici legati a questa realtà, i partecipanti hanno potuto perdersi nei calici delle quattro etichette prodotte da Migliaccio.
Durante la serata un intervento graditissimo, una videochiamata con Luciana Sabino, proprietaria delle cantine di famiglia che ha voluto salutare i partecipanti.
La serata, un’ennesima occasione per la valorizzazione delle vere eccellenze del territorio da parte di Antonio e Annamaria dell’enoteca Parliamo di Vino, supportata da I Vini del Cuore la guida, è stata organizzata pochi giorni dopo una ricognizione delle vigne, difficile parlare di un vino se non si conosce il territorio.
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Dall’arrivo a Ponza in barca, un trekking lungo un sentiero che sale sull’altura di Monte Guardia e poi discende fino Punta Fieno, conduce alle spettacolari ripide vigne a piede franco a picco sul mare; un cammino ricco di meraviglie, visive, olfattive e poi con i riferimenti nel calice che al termine dell’escursione regalano confronti e nuove sensazioni.
Di sicuro è il luogo per una degustazione emozionale, è uno spettacolo confrontare il calice dipinto con le parole nel racconto presente nella guida I Vini del Cuore e la verità del paesaggio.
Tutte le erbe, arbusti, alberi e le note olfattive del calpestio lungo il sentiero, sono stati ritrovati nel calice, la luce che irradia la coppa è proprio il riflesso che dallo specchio del mare illumina le gradinate sorrette dalle “parracine” e all’assaggio…
Non è possibile aggiungere altro, la storia è chiara e ben scritta, le percezioni sono quelle vissute, il resto va assaporato.
La giusta alternativa per comprendere la Biancolella di Ponza e capire la differenza con le cugine delle altre isole, è immergersi nelle emozioni. Consigliata una delle seguenti soluzioni:
- Andare a Ponza, i meno propensi a camminare potranno fermarsi nella cantina vicino il porto;
- i più audaci potranno spingersi a Punta Fieno lungo il percorso di circa un’ora e mezza (il nostro tempo di cammino dal Porto, quelli che dicono di un tempo di percorrenza inferiore forse non l’hanno percorso), nella zona di Fieno di Ponza è possibile vedere le chimeriche vigne e l’antica cantina nella grotta con il vecchio palmento;
- oppure se non troppo deambulanti, basta guardare le foto proiettate nel monitor di Parliamo di Vino e, unitamente ai racconti di Annamaria e Antonio, verificare il tutto nei calici dei quattro vini serviti in ordine di struttura, l’ultimo vino è la Biancolella.
I solidi valori di ancoraggio alla tradizione di Luciana Sabino, la sua memoria conservatrice, nonché il contributo naturale della parte più selvaggia dell’isola, fuori dal turismo di massa, sono elementi non replicabili e insieme all’apporto tecnico e professionalità dell’enologo Vincenzo Mercurio, plasmano vini fuori dal comune.
Il ricordo di Punta Fieno di Ponza è ormai impresso nel cuore, il difficile trekking condiviso con Annamaria e Antonio Iaccarino, la compagna di viaggio Alessia Bizzarri, la visita con Andrea Romano (giovane collaboratore delle Cantine), la simpatia di Luciana Sabino e il marito Emanuele Vittorio, il gemellaggio con I Vini del Cuore attraverso la Biancolella: tutto è stato presentato durante la serata, degnamente raccontato da Annamaria Iaccarino, capace di attraversare i calici e finalizzare alla verità del vino.
Quasi come un Ambasciatore mi sono state formulate delle domande su I Vini del Cuore e del perché la scelta del vino di Ponza; attraverso le mie risposte emozionate ed emozionali ho cercato di sottolineare l’alta qualità dei vini di Migliaccio, il particolare progetto della guida vini che senza punteggi e schede tecniche racconta di vini ed emozioni, e dell’importanza dei giusti compagni di viaggio per assaggiare vini che si spingono verso la qualità. Al termine però, mettendo da parte la mia indole semiseria, una domanda l’ho voluta esternare io ad Annamaria:
Con la Biancolella, si può pensare ad una identità ponzese?
“è vero che la Biancolella è stata importata a Ischia ma, a distanza di tanto tempo ormai, si è radicata sull’isola creando naturalmente una perfetta sintonia fra i luoghi e l’uomo, tanto da rivendicare il titolo di Biancolella di Ponza”.
Annamaria da molti anni si impegna sulla valorizzazione della Biancolella di Ponza e in moltissime occasioni ha raccontato sapientemente di questa identità, con questa sua risposta ancora una volta conferma la sua alta cognizione di causa.
I miei ringraziamenti a tutti sono quelli che partono dal cuore.
Invito tutti ad approfondire la storia delle vigne di Ponza, la realtà storica della famiglia Migliaccio e degustare vini che emozionano in presenza delle giuste persone che sanno e che fanno emozionare.
@paolowine
winelover, instagrammer, sommelier
Antiche Cantine Migliaccio
Via Pizzicato, 9
Ponza LT
+39 339 282 2252
antichecantinemigliaccio.it






