Ponza, la fanciulla sugli scogli e la Biancolella
Ponza, la fanciulla sugli scogli e la Biancolella

Ponza, la fanciulla sugli scogli e la Biancolella

La Biancolella IGT Lazio di Antiche Cantine Migliaccio Ponza

La “trascrizione” di @paolowine

 

E

mozioni scaturite da una degustazione condotta da Annamaria Iaccarino, specialista del vino che da sempre ha introdotto nel suo percorso professionale lo studio dell’autoctono e che conosce tutte le particolarità della Biancolella e della viticoltura di Ponza.

L’evento, solo su invito, è stato organizzato una sera di mezza estate presso Parliamodivino, piccola enoteca di Latina capitanata da Antonio Iaccarino, il posto migliore in centro per degustare un buon calice di vino, il luogo giusto per poterne parlare con chiarezza e affabilità ma anche con la giusta impronta professionale.

Felice di essere presente a questo approfondimento sulla Biancolella di Ponza di Antiche Cantine Migliaccio, è stata un’occasione per esaminare ancora più attentamente questa realtà, come ritornare a fare un tuffo a Ponza, nella cultura del vino e nello stile che va oltre la semplice bevuta.

Annamaria, dopo aver raccontato con immagini e racconti il mondo della Biancolella, ha introdotto il tema della serata: rintracciare le particolarità del vitigno, dell’isola, verificandone la coerenza, l’evoluzione e, se misurabile in corretta progressione, investigare l’espressione del tempo.

Avrei voluto scrivere un resoconto di questa serata esclusiva, ma quando si devono trovare parole e argomentare sulla Biancolella, allora è doveroso, direi imprescindibile, far parlare solo Annamaria.

Pertanto, al termine della serata, ancora carico delle emozioni sprigionate, ho approfittato per farle qualche domanda.

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Mi limito perciò a trascrivere di seguito le sue risposte e invito, a chi non conosce il cuore di questo vino e dell’isola di Ponza, ad assaggiare i vini, meglio se in compagnia di chi li conosce.

Un esame visivo, olfattivo e gusto/olfattivo non basta, è necessario entrare nelle radici di Punta Fieno di Ponza, se non fisicamente si può approfittare dei racconti di chi c’è stato e conosce sapientemente ogni aspetto.

L’INTERVISTA

Come nasce l’idea di raccontare la Biancolella?

Con la Biancolella è stato subito amore, vino avvolgente, sapido, con una grande personalità, mi lasciava ogni volta e a ogni assaggio, la curiosità di vederlo esprimersi negli anni.

Come rendere concreta questa curiosità se non con una verticale, occhi che mi si illuminano di gioia e, come dice Tolstoj “La felicità è reale quando è condivisa”, ed eccoci qui ad assaggiare quattro annate 2024, 2023, 2022 e 2021

Come è nata la comparazione con la ragazza sugli scogli, quadro che hai citato nelle slide?

La ragazza simboleggia l’assoluta tipicità della Biancolella, adagiata sugli scogli la fanciulla è perfettamente a suo agio lì, in quel luogo impervio, dove altri si muovono goffamente, si distende elegantemente col suo corpo esile e nerboruto guardando il mare aperto

Come possiamo riepilogare le quattro annate degustate?

Necessaria una piccola premessa delle annate assaggiate, tutte hanno avuto un andamento regolare senza interferenze climatiche negative, a eccezione dell’annata 2023 tristemente famosa per la diffusione della peronospora, dunque in buona sostanza una linearità temporale chiara nelle restanti tre annate“…

In ordine di annata:

2024 “nel calice un vino schietto immediato con una freschezza e una salinità che riporta immediatamente sull’Isola, tra fiori di ginestra ed erbe spontanee tipiche della macchia mediterranea marittima, lo stesso profumo inebriante che ho percepito nel tragitto che mi conduceva ai vigneti.

Arrivare lì a punta fieno con grande fatica su per una vecchia mulattiera, calcare la roccia e riempirsi i polmoni di quella moltitudine di profumi mi ha reso felice come non mai, ritrovarli nel calice mentre i miei occhi godevano dello splendore di vigne affacciate sul mare e accarezzate da un fresco e ristorante venticello, magnifico! L’annata 2024 mi ha restituito emozione, come se fossi lì a Punta Fieno rendendo incredibile e quanto mai chiaro il concetto di Vino del Territorio“;

2023 poca uva salvata dalla peronospora e Lei la Biancolella mostra il suo animo guerriero, toni splendenti nel colore giallo oro, che anticipano gli occhi a un sorso caldo e strutturato, avvolgente deciso, agrumi dolci quasi canditi, un delicato sottofondo di idrocarburo appena accennato, lasciando un po’ indietro fiori ed erbette aromatiche.

L’annata 2023 mostra la forza di chi resiste per donare ancora grazia e piacere assoluto“;

2022 “rientriamo in un’annata senza scossoni, una cromaticità più delicata di un giallo pieno con riflessi dorati, così come delicato il sorso elegante e sinuoso, una freschezza piena, un sapore che riporta alla roccia bagnata dalle onde e ai profumi di Punta Fieno, ancora una volta una Biancolella netta di espressione del Territorio, con un pizzico di saggezza in più rispetto alla 2024“;

2021 “sorprende la freschezza appena scalfita dal tempo un ventaglio di profumi alternati da note di evoluzione a sensazioni di maturità quasi come a volerci dimostrare come una donna può essere ancor più bella con due rughe in più, grande personalità presente al sorso, esperienza meravigliosa“.

Grazie Annamaria per il suo prezioso contributo e per la passione trasmessa, non è usuale vedere professionisti del settore ancora emozionarsi e restare altresì distanti dal mondo pratico, offrendo comunque un valore aggiunto nelle dinamiche di valorizzazione.

Ho conosciuto la Biancolella di Ponza di Antiche Cantine Migliaccio molti anni fa, sempre grazie alla mia amica Annamaria; l’occasione era quella di scrivere e candidare un mio racconto per la guida “I Vini del Cuore” e quindi scoprire vini capaci di emozionare; senza esitazioni, la scelta ricadde sulla Biancolella di Ponza, raccontai le mie sensazioni delle vigne di Punta Fieno, la mia “emozione” venne valutata positivamente e la narrazione pubblicata nell’edizione 2023.

Il racconto iniziava così: “Aprire la bottiglia, versarne il contenuto e trovarsi come al mare; mirando il vino con il calice in mano, il livello si allinea con quello dell’orizzonte, tutto d’un tratto arriva un vento deciso dal gusto sapido” (il resto è possibile leggerlo in guida, ancora disponibile).

La narrazione continuava con la puntuale descrizione, sempre in modo emozionale, dei riflessi, dei profumi del vino ma anche quelli dell’isola, quasi come fossero la stessa cosa.

Scrissi piccoli cenni dell’avvincente storia, dell’eroicità dei vigneti, delle “parracine” come scale che conducono al mare e anche dell’impegno della famiglia Migliaccio per conservare questa preziosa identità.

Sensazioni confermate durante il trekking che conduce a Punta Fieno, questa parte selvaggia dell’isola è raggiungibile per i camminatori con un sentiero, a tratti impegnativo, che termina nel luogo delle emozioni e della storia.

Se proprio non potete incamminarvi allora è necessario ascoltare i racconti di chi ci è stato per confrontarli con i calici.

Oltre che per avvalorare le sensazioni del calice direttamente a Punta Fieno, andammo a Ponza per salutare e ringraziare Luciana e Vittorio Emanuele di Antiche Cantine Migliaccio, come epilogo e completamento del giro, la mia volontà anche quella di consegnare il meritato attestato “I Vini del Cuore” direttamente in vigna.

 

@paolowine

 

@iaccarino.annamaria

 

Enoteca Parliamodivino

www.parliamodivino.info

@parliamodivinolatina

 

Leggi anche:

La Biancolella di Ponza, indiscussa Regina delle Isole Pontine

 

I Vini del Cuore edizione 2023

 

Il quadro citato da Annamaria

La Fanciulla sulla Roccia di Fabio Palizzi

 

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