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a 32esima edizione di Merano Wine Festival conferma la qualità e l’importanza dell’evento che si tiene ogni anno a Merano, organizzato, progettato e voluto da The Wine Hunter Helmuth Köcher.
Dal 3 al 7 novembre la ridente cittadina altoatesina è stata visitata da migliaia di winelovers, operatori del settore, giornalisti che hanno partecipato agli eventi che si sono susseguiti nella Kurhaus, nella Gourmet Arena, al teatro Puccini e nelle sale dedicate dell’Hotel Terme.
In apertura Bio & Dynamica, con la presenza di realtà che lavorano senza utilizzo di fitofarmaci o pesticidi, rispettando la natura e il suo equilibrio.
Nelle giornate di venerdì 3 e sabato 4 novembre, il teatro cittadino ha ospitato il Summit sulla sostenibilità, un’occasione per fare il punto della situazione dopo un anno di eventi targati The WineHunter legati al cambiamento climatico che, negli ultimi mesi, tra la siccità estiva e le recenti inondazioni, ha mostrato segnali inequivocabili che il mondo dell’enologia e dell’gastronomia.
Una prima parte di conferenze scientifiche a cura dell’International Viticulture and Enology Society (IVES) ha visto professori e ricercatori universitari illustrare i più recenti studi sulle tecniche di viticoltura biologiche e sulle problematiche legate alla variabilità climatica, evidenziando come una gestione della vite rispettosa del territorio e dell’ambiente si traduca in vini biologici e biodinamici di ottima qualità.
Un Merano WineFestival, dunque, che accoglie il “Grido della Terra” con una serie di riflessioni sulle possibili soluzioni agli effetti del cambiamento climatico sulla viticoltura e, più in generale, sull’agricoltura, sistematizzando il materiale raccolto da The WineHunter Helmut Köcher e dai suoi collaboratori nel corso dell’ultimo anno.
Il ciclo delle Masterclass è iniziato venerdì 3 novembre al Kurhaus con Luca D’Attoma, enologo sperimentatore della viticoltura biologica in Italia capace di innovare fino alle eccellenze biodinamiche della sua cantina senese, ed è proseguito con il focus – DNA Vernatsch – ovvero la schiava gentile, caratteristica dell’Alto Adige, in presenza di nove produttori locali.
Sabato 4 mattina è stato inaugurato in Piazza della Rena, il “Mercato della Terra” a cura di Slow Food Alto Adige. Al Teatro Puccini si è svolta la presentazione della Guida Vini Buoni d’Italia, dove i produttori intervenuti sono stati premiati sul palco da Mario Bussi e da Alessandro Scorsone.
Grande succeso per la Masterclass Georgia con i “Vini Qvevri – I vini in anfora”.
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Il Castello Principesco è stata la prestigiosa sede dove si sono svolte due masterclass di eccezione: “La Storia di Masseto”, degustazione di 3 annate in una tavola rotonda a cura di Roberto Camuto Wine Storyteller, con la presenza di Lamberto Frescobaldi e la seconda, assieme a Oscar Farinetti, Albiera Antinori e Priscilla Incisa della Rocchetta “Le Vite Parallele di Tignanello & Sassicaia” delle annate 1990/2008/2018.
Nella Gourmet Arena si è potuto scoprire e degustare autentiche eccellenze quali i pomodori del piennolo, le paste, i formaggi, la pasticceria e le birre tutto squisitamente prodotto in modo artigianale.
Alto gradimento di critica e di pubblico per gli showcooking organizzati dalla regione Campania e Abruzzo.
Di grande impatto emotivo la presentazione presso la Zedrn Lounge dell’Hotel Terme del libro Intrepide di Laura Donadoni: l’autrice ha raccontato alcune storie di coraggio delle protagoniste attraverso aneddoti e curiosità molto toccanti.
Lunedì 6 novembre alla sala dei 30 presso l’Hotel Terme la masterclass condotta da Olga Sofia Schiaffino @wineloveristaly I vini del cuore, dove sono intervenuti alcuni produttori a parlare dei loro vini che sono stato descritti sia in modo emozionale che tecnico, suggerendo una possibile complementarietà tra i due approcci degustativi.
Come da consuetudine, martedì 7 novembre , giorno ultimo del festival al Kurhaus l’appassionante Cat Walk Champagne, con numerose maison francesi e cantine italiane produttrici di metodo classico.
La novità è stata la presenza in una sala dedicata delle espressioni migliori di vini dolci e di bollicine ottenute con il metodo charmat.
Fuori dal Kurhaus, il suggestivo Red Carpet e i padiglioni di consorzi e regioni, che hanno saputo offrire alle persone che sono intervenute esperienze enogastronomiche davvero uniche: tra le varie offerte, quella di casa Campania, con degustazione dei prodotti del territorio in presenza dei consorzi Vitica, Tutela Vini Salernum Vites, Consorzio Tutela Vini del Vesuvio, Consorzio Tutela Vini dell’Ipinia mentre il consorzio del Sannio aveva una location dedicata.
Chiara Giorleo, precisa e puntuale ha tenuto tre masterclass raccontando i territori campani attraverso le declinazioni bianche, rosate e rosse dei preziosi vini prodotti.
L’atmosfera particolare di questo appuntamento del vino lo rende davvero unico, proprio perché riesce a mettere in risalto l’elemento umano, l’artigianalità e l’eccellenza delle produzioni: non di meno l’impegno la professionalità, la passione del team che lavora alla realizzazione di questa autentica magia, che collabora da diversi anni con Helmuth.
L’appuntamento si rinnova al prossimo anno: lo aspetteremo con trepidazioni, curiosi di scoprire cosa riserverà l‘edizione 2024.






